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Dalla Finlandia il buonissimo Death'n'Roll dei Wrathrone Dalla Finlandia il buonissimo Death'n'Roll dei Wrathrone Hot

Dalla Finlandia il buonissimo Death'n'Roll dei Wrathrone

recensioni

gruppo
titolo
Reflections of Torment
etichetta
Satanath Records
Anno

LINE UP: 
Matti Vehmas - vocals 
Vili Mäkinen - guitars, backing vocals 
Lauri Holm - guitars 
P. Wärri - bass 
Mikael Ruoho - drums 

TRACKLIST: 
1. Throne [05:25] 
2. End of your Sanity [03:22] 
3. Gut Goddess [04:08] 
4. Bloodline [04:26] 
5. Dead Inside me [05:57] 
6. Bloodshroud [05:43] 
7. When all Light Died [04:24] 
8. Through Desolate Passage [03:56] 
9. Last Journey North [03:34] 
10. By Dawn They'll Hang [06:23] 

Running time: 47:18 

opinioni autore

 
Dalla Finlandia il buonissimo Death'n'Roll dei Wrathrone 2018-08-02 13:27:27 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    02 Agosto, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Attivi da una decade, i finlandesi Wrathrone arrivano con questo "Reflections of Torment" alla pubblicazione del secondo album, licenziato da Satanath Records. Dediti ad un Death'n'Roll che molto prende soprattutto dall'old school svedese, i Wrathrone sono uno di quei gruppi che, a quanto pare, non amano perdere tempo.

E' difatti la martellante "Throne" a darci il benvenuto in quelli che saranno quasi 50 minuti di ritmiche serrate, riff taglienti ed una marcatissima attitudine rock'n'roll, che trova una valvola di sfogo soprattutto nei brani più rapidi come "End of your Sanity". Ed è proprio quest'ultima componente a rendere in un certo modo divertente l'ascolto di "Reflections of Torment": non brillerà per originalità, ma bisogna essere onesti e dire che i pezzi che compongono questo disco hanno decisamente un gran tiro. Pezzi come "Got Goddess", "Last Journey North", "Bloodline", insieme alla già citata "End of your Reality" hanno la giusta dose di cazzimma - non saprei quale altro termine usare - per avere una presa grandiosa on stage. Lo stesso si può dire per tutti gli altri pezzi, con menzione particolare per "Bloodline", canzone con un basso che ti prende a schiaffoni dal primo all'ultimo secondo. L'unico neo è che forse il growl di Matti Vehmas è un po' troppo profondo - si notano somiglianze con lo stile di Chris Barnes, vocalist che non ho mai apprezzato più di tanto a dirla tutta -, ma è tutto sommato una singola goccia in un album il cui ascolto lascia soddisfatti.

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