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Dalle ceneri di Agalloch e Giant Squid nascono i Khôrada Dalle ceneri di Agalloch e Giant Squid nascono i Khôrada

Dalle ceneri di Agalloch e Giant Squid nascono i Khôrada

recensioni

gruppo
titolo
Salt
etichetta
Prophecy Productions
Anno

LINE UP: 
Aaron John Gregory - vocals, guitars 
Don Anderson - guitars 
Jason Walton - bass 
Aesop Dekker - drums 

TRACKLIST: 
1. Edeste [07:18] 
2. Seasons of Salt [09:05] 
3. Water Rights [06:03] 
4. Glacial Gold [08:30] 
5. Augustus [01:50] 
6. Wave State [10:45] 
7. Ossify [11:31] 

Running time: 55:02 

opinioni autore

 
Dalle ceneri di Agalloch e Giant Squid nascono i Khôrada 2018-07-19 15:36:26 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ormai due anni dallo scioglimento degli Agalloch, un momento estremamente difficile per la moltitudine di fans della magnifica band statunitense; dopo d'allora la band si divise essenzialmente in due tronconi, con John Haughm da un lato con i suoi Pillorian ed i restanti tre musicisti (Don Anderson, Jason Walton ed Aesop Dekker) dall'altro. Capirete quindi da soli la curiosità che si è creata alla notizie che i tre ex strumentisti degli Agalloch avevan fatto team col cantante/chitarrista di un'altra band recentemente finita alle ortiche, Aaron John Gregory dei Giant Squid; dall'unione di questi quattro sono infatti nati i Khôrada, arrivati oggi - o per meglio dire arriveranno domani, 20 luglio - alla pubblicazione tramite Prophecy Productions del debut album "Salt".

Partiamo subito col dire che non c'è quasi nulla del sound che fu degli Agalloch nella proposta dei Khôrada, se non qualche soluzione e la produzione delle chitarre. Le sonorità del quartetto si avvicinano invece molto più a quelle dei Giant Squid, muovendosi quindi tra Rock Psichedelico, Stoner e Post-Metal. "Salt" risulta essere un lavoro estremamente vario, in cui i musicisti osano anche sperimentare, come nell'unione tra la parte finale di "Wave State" e quella iniziale di "Ossify", o come nel singolo "Seasons of Salt", che procede lungo i suoi 9 minuti tra riff e cavalcate Maiden-oriented, pachidermiche strutture stoner ed un solo dal flavour mediorientale. Impressiona, poi, il lavoro vocale di A.J. Gregory, capace di passare da passaggi duri e rabbiosi ad altri più delicati, andando a unire la propria teatralità vocale alle tematiche naturaliste e sociali affrontate (inquinamento, avidità, una decadenza morale dell'essere umano che, ormai, è sotto gli occhi di tutti...). Ma come detto, i Khôrada sanno anche emozionare, toccando con delicatezza l'amore di due genitori verso un figlio non nato "Augustus", pezzo brevissimo ma che è anche probabilmente il più intenso del lotto.

Dallo scioglimento di due gruppi altamente seguiti, dunque, ne è nato un altro non solo pronto a raccoglier la loro eredità portando in dote i rispettivi fans, ma che con "Salt" dimostra di poter ambire a guadagnare da subito una foltissima schiera di aficionados. I Khôrada non sembrano affatto musicisti che possano sedersi sugli allori, dunque possiamo e dobbiamo vedere questo loro debutto come il primo passo di un'avventura che, continuando con un songwriting già così estremamente maturo, potrà facilmente rivelarsi proficua.

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