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L'ottimo debut album dei Bridge of Diod L'ottimo debut album dei Bridge of Diod Hot

L'ottimo debut album dei Bridge of Diod

recensioni

titolo
“Of sinners and madmen”
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno

 

TRACKLIST:

01. Story of a madman

02. Drops of rain

03. Back from limbo

04. The hammer

05. Clown of the seasons

06. Bullies from Hollywood

07. Green fairy

08. Bad toy

09. The cowboy’s law

10. Ignorance

 

 

LINE-UP:

Barbero Stefano – Drums/Lead Vocals

Barbero Luigi – Guitar

Leoncino Davide – Guitar

Riva Sebastiano – Bass

opinioni autore

 
L'ottimo debut album dei Bridge of Diod 2018-07-14 15:38:50 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Luglio, 2018
Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Alcune volte, tra la enorme mole di proposte che arrivano ad una webzine come allaroundmetal.com, può capitare che un disco non riceva la giusta attenzione o semplicemente passi inosservato. E’ stato questo il caso del debut album dei piemontesi Bridge of Diod, uscito a fine 2017, intitolato “Of sinners and madmen”, dotato di una copertina poco piacevole (ma è un cane con le corna, un ariete o cosa?); ma mai biglietto da visita fu più ingannevole, dato che la musica di questo disco è davvero di ottima qualità. Un heavy/thrash (o “thrash melodico”, se più vi piace), suonato in maniera eccezionale e cantato molto bene. Quando poi ho scoperto che a cantare è il batterista (che fa un grandissimo lavoro dietro le pelli!), la dose di rispetto nei confronti di questi musicisti è salita ulteriormente! La produzione del mitico Simone Mularoni nei Domination Studios sublima poi il tutto, dando il giusto spazio a tutti gli strumenti, nessuno escluso (il basso è strepitoso!), permettendo così di apprezzare al meglio quanto suonato da questi quattro ragazzi. Una dopo l’altra, scorrono via vere e proprie hits, sin dall’opener “Story of a madman”, passando per la successiva “Drops of rain”, fino all’accoppiata finale, con “The cowboy’s law” e la decima traccia, la tellurica “Ignorance”. Forse ogni tanto il disco ha qualche calo, ma nulla di particolarmente grave, dato che non ci troviamo davanti a dei filler di infima qualità, ma solamente a brani un gradino inferiori a livello qualitativo rispetto ai primi (“The hammer” e “Bad toy”, sono le prime che mi vengono in mente, in quanto leggermente ripetitive). Ciò non toglie, comunque, che “Of sinners and madmen” sia un ottimo debutto per i Bridge of Diod, band italiana dalle ottime potenzialità e grande tecnica che, sono pronto a scommetterci, saprà in futuro fare ancora meglio di così.

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