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Ben Blutzukker ed un E.P. di cui difficilmente ci si ricorderà in positivo Ben Blutzukker ed un E.P. di cui difficilmente ci si ricorderà in positivo

Ben Blutzukker ed un E.P. di cui difficilmente ci si ricorderà in positivo

recensioni

titolo
“Riptide”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Riptide

2. Stab by Stab

3. Six Sec Sex (Illwill Cover)

4. Bloodlust

5. Loose Ends

 

 

LINEUP:

Ben Blutzukker (Vocals, Guitar, Bass, Drum-Programming)

opinioni autore

 
Ben Blutzukker ed un E.P. di cui difficilmente ci si ricorderà in positivo 2018-07-14 15:03:55 Ninni Cangiano
voto 
 
1.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Stavo riordinando il materiale pervenuto in redazione nel corso del tempo e non ancora recensito, quando è saltato fuori questo E.P. del musicista tedesco Ben Blutzukker, dal titolo “Riptide”, dotato anche di una discreta copertina. Ciò che mi ha attirato, lo ammetto, è stato il video girato dal teutonico per la title-track, basato sui Lego, con tanto di galeone pirata ed omini che suonano come una heavy metal band. Peccato che accanto a Blutzukker non ci sia una band, dato che fa tutto lui e non sempre con risultati eccelsi. Se, infatti, come bassista e soprattutto come chitarrista se la cava anche decentemente (pur non avendo tanta fantasia nei riff, spesso troppo uguali tra loro), altrettanto non si può dire della prova canora. La voce di Blutzukker ricorda un Dave Mustaine (il che non è un complimento!) più basso e con la voce rauca; ha uno stile che potrebbe avvicinarsi al growling ma non lo è, una prova sporca ed abrasiva che sinceramente stanca e diventa monotona, anche per la quasi totale assenza di espressività, dopo mezza canzone. Sopportarlo per cinque brani (e per fortuna che era solo un EP!) è diventato difficile davvero. Se poi aggiungete che anche la musica non è il massimo della brillantezza, un heavy metal di scuola teutonica abbastanza canonico e senza particolari picchi qualitativi, capirete che è diventato arduo concedere anche solo la sufficienza. I pezzi non funzionano come si deve, segno che ci sono anche problemi proprio nell’economia stessa della composizione; “Loose ends”, ad esempio, posta in conclusione, potrebbe anche essere valida, ma poi si perde sul finale, dove si slega in una conclusione esagerata. “Stab by stab” ripete sostanzialmente per 4 minuti e mezzo sempre lo stesso trend, con pochissime variazioni sul tema, diventando semplicemente noiosa. La title-track non sarebbe male, specie se avesse un po’ più di ritmo ed un cantato decente. Ci sono poi una cover degli svedesi Illwill (thrash band svedese di fine anni ’90, scioltasi dopo solo un album, nota solo per avere in formazione Andy LaRocque, Snowy Shaw e Sharlee D’Angelo) che forse è la migliore del lotto e la breve “Bloodlust”, anch’essa abbastanza ripetitiva. Sinceramente credo che Blutzukker abbia fortemente bisogno di una band attorno a lui e soprattutto di un cantante, per poter fare qualcosa di decente; sempre che riesca anche migliorare nella composizione, rendendo i pezzi più variegati e meno monotoni.

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