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LaColpa, perfetti ed inarrivabili. Il lato oscuro della scena italiana. LaColpa, perfetti ed inarrivabili. Il lato oscuro della scena italiana. Hot

LaColpa, perfetti ed inarrivabili. Il lato oscuro della scena italiana.

recensioni

gruppo
titolo
Mea Maxima Culpa
etichetta
Totenschwan Records
Anno

Tracklist:

1. Soil

2. Scars

3. Fragments (Of A Smiling Face)

opinioni autore

 
LaColpa, perfetti ed inarrivabili. Il lato oscuro della scena italiana. 2018-07-09 21:41:43 Rob M
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Rob M    09 Luglio, 2018
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 2018
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I LaColpa son la realtà italiana forse tra le piú sconosciute a livello nazionale, rispetto ad altri nomi chiaramente, ma anche una delle piú apprezzate internazionalmente a livello di nuove proposte e metallo dell'inferno! Il loro debutto "Mea Maxima Culpa" é una vera e propria perla dell'underground nostrano e non mento quando dico che la loro proposta è un qualcosa di insano ed assolutamente immenso.
Il genere offerto dai nostri ha varie sfumature che dipingono un quadro in toni di nero. Oltre al lato sperimentale, che gioca un'importante posizione nella lista di influenze che li contraddistinguono, i nostri si avvalgono anche di sottogeneri tra i piú oscuri e pesanti a livello di esperienza sonora. Si parte dal ritualistic ambient e si arriva gradualmente allo sludge, al blackened sludge, al noise, al drone ed il tutto è mischiato con talento ed una visione che va oltre i limiti di ogni singolo genere proposto. "Mea Maxima Culpa" risulta essere una creatura organica che pulsa veleno e fiele. Stampato dalla grandiosa Totenschwan Records (label con cui personalmente ho il piacere di collaborare abbastanza spesso), questo lavoro rappresenta per me una delle migliori uscite dell'anno passato, non solo a livello nazionale ma a livello mondiale. Perché? Perché questo lavoro rappresenta un punto di svolta ed un livello di sperimentazione che difficilmente si riesce a trovare in questo mondo stra-saturo di plagio e bugie.
I nostri si spingono oltre i classicismi dell'estremo, per creare un incubo vero e proprio, coinvolgente ma terribile, ammaliante e distruttivo. Brani di una lunghezza media di tredici minuti si spingono tra movimenti cupi e lampi di pazzia ed i LaColpa non perdon nessun momento per sballottare l'ascoltatore tra luce e buio. Dalla primissima "Soil" i nostri torturano, quasi improvvisando apertamente, nella struttura di una canzone colossale in cui, in tutto e per tutto, viene presentato uno spaccato visionario e malsano, come viaggio tossico tra alti e bassi di un trip andato a male. Ulteriormente con la seconda "Scars" la dose di odio viene rincarata, eppur dando spazio, a metà brano, ad un allucinato mondo sommerso. Un po' come se i Drug Honkey si fossero scontrati con i The Human Quena Orchestra. Visioni e sogni di un mondo morto (uno dei miei brani preferiti in assoluto). Con la successiva "Fragments (Of A Smiling Face)" i nostri cambiano ulteriormente direzione e, mentre incantano come un demonio verso sentieri sconosciuti, son poi prontissimi nel mischiare le carte in gioco, estendendo una versione degli Earth ancora piú tribale e dark con uno schizzato black metal ed un finale noise drone da pura follia.
I LaColpa son una band che in casa nostra non ha ricevuto le dovute attenzioni, ma che in tutto e per tutto merita un inchino per esser riuscita a creare un'opera cosí emozionale quanto nera e visceralmente contorta.
La musica estrema viene in tantissime forme, questa sua incarnazione rimarrà tra le mie favorite nei decenni a venire. Semplicemente perfetti ed inarrivabili.

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