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Un sorprendente debut album per gli Espionage Un sorprendente debut album per gli Espionage Hot

Un sorprendente debut album per gli Espionage

recensioni

gruppo
titolo
"Digital dystopia"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Prelude to power

2.      Enter the arena

3.      At lightspeed we strike

4.      Nightmare approaches

5.      Digital dystopia

6.      Haunting horror

7.      Light begins to fade

8.      Hellfire

9.      Lost in space

10.  Final breath

11.  Wartorn atrocities

 

 

LINE-UP:

James Shelverton (Drums)

Matt Carroll (Guitar)

Andrew ‘Frosty’ Morris (Vocals/Bass)

Denis Sudzuka (Guitar/Backing Vocals)

opinioni autore

 
Un sorprendente debut album per gli Espionage 2018-07-08 09:01:49 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Espionage si sono formati a Melbourne, in Australia ad inizio 2014 ed hanno finora reallizzato solo 2 E.P. (a me purtroppo sconosciuti); all’inizio di giugno 2018 si autoproducono il debut album intitolato “Digital dystopia”, dotato di una copertina davvero piacevole, che lascia presagire tematiche sci-fi nei testi. Sono oltre 13 anni che scrivo recensioni ed, in tutto questo tempo, non mi sono mai stancato perchè è proprio grazie a questa attività che riesco a scoprire vere e proprie gemme di cui, altrimenti, molto probabilmente non avrei nemmeno sentito mai parlare. E’ questo il caso di “Digital dystopia” degli Espionage, una perla di power metal, uno di quei pochi dischi eccezionali che escono ogni anno e che finiscono poi nelle nostre personali classifiche delle migliori releases. Non riesco a trovare difetti in questo album: è suonato molto bene, ci sono ottime melodie e parti soliste di chitarra di gran gusto; persino il basso si ritaglia piccoli spazi da protagonista; il ritmo della batteria è sempre frizzante e mai monotono; anche la voce del cantante è più che valida, pulita ed acuta, ma anche aggressiva o espressiva, a seconda delle necessità. Tutte le composizioni hanno strutture molto valide, segno che gli Espionage sanno come si realizza una canzone efficace, tutto è al proprio posto e non vi sono esagerazioni di sorta o inutili e deleterie lungaggini. Persino la produzione è adeguata, nonostante si tratti di un’autoproduzione, tanto che non oso immaginare come sarebbe venuto fuori questo disco con un budget importante a disposizione. Con tutte queste qualità, sorprende enormemente come un disco simile non sia stato prodotto da una label internazionale di livello; siamo quotidianamente ammorbati da immondizie musicali, mentre simili gemme rischiano di passare inosservate perchè nessuna label ha coraggio di investire nella qualità! “Digital dystopia” degli Espionage sarà per me sicuramente uno dei migliori dischi usciti nel 2018, dato che sarà difficile per chiunque far meglio; per procurarvelo, dovete richiederlo direttamente alla band australiana... fans del power metal non esitate a farlo, non ve ne pentirete!

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