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Gli Aeternitas sfornano un ottimo symphonic metal Gli Aeternitas sfornano un ottimo symphonic metal

Gli Aeternitas sfornano un ottimo symphonic metal

recensioni

titolo
“Tales of the grotesque”
etichetta
Massacre Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. The tell-tale heart

2. The raven

3. The experiment

4. Dream in a dream

5. Child of the darkness

6. Eldorado

7. Deus ex machina

8. The bells

9. The portrait

10. Eleonora

11. Annabel Lee

12. A case of revenge

 

 

LINE-UP

Julia Marou - Vocals

Oliver Bandmann - Vocals

Alex Hunzinger - Guitar, Growls & Backing Vocals

Anja Hunzinger - Keyboards

Daniel T. Lentz - Lead Guitar

Rick Corbett - Bass

Frank Mölk - Drums

opinioni autore

 
Gli Aeternitas sfornano un ottimo symphonic metal 2018-07-01 08:26:08 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A distanza di quasi 2 anni dal precedente full-lenght, con cui li avevo scoperti, tornano i tedeschi Aeternitas, con il loro quinto album in studio intitolato “Tales of the grotesque”. Registrati alcuni cambi di formazione (una nuova voce femminile con Julia Marou al posto di Alma Mathar, nonché un nuovo bassista con Rick Corbett subentrato a Stefan Baltzer), la band teutonica sposta il proprio sound su lidi più canonicamente symphonic metal, rimane qualche accenno al gothic, ma si tratta di poca roba. Come in passato, sono ancora le opere di Edgar Allan Poe ad ispirare i testi degli Aeternitas. Ciò che non mi ha entusiasmato questa volta è stata la produzione; spero vivamente che quanto ho ascoltato dipenda dalla scarsa qualità dei files avuti a disposizione per la recensione, ma mi sorprenderebbe alquanto, visti gli elevati standard qualitativi a cui da sempre ci ha abituati la Massacre Records. In particolare, lo strumento più sacrificato sono le chitarre di Daniel T. Lentz ed Alex Hunzinger, che sono spesso invischiate in una specie di impasto sonoro, in cui confluiscono anche tastiere e basso, che non permette di apprezzare, come meriterebbe, il lavoro dei due chitarristi. Anche la batteria di Frank Mölk è registrata un po’ troppo bassa per i miei gusti. Le due voci, al contrario, sovrastano tutto e tutti. Personalmente avrei preferito qualcosa di differente, ma considerato che è stato lo stesso chitarrista e leader Alex Hunzinger a registrare e produrre il disco, dobbiamo credere che questo sia proprio il suono voluto dalla band e, pertanto, farcene una ragione. Tornando al cantato, devo notare come il bilanciamento tra le due voci maschile e femminile sia ben fatto, con una giusta divisione delle parti. Come tradizione, inoltre, gli Aeternitas sono molto attenti alla struttura dei singoli pezzi ed alla loro funzionalità; tutti i brani, infatti, sono ben costruiti e non hanno mai niente di fuori posto o eccessivo. Ce ne sono alcuni che comunque spiccano per la loro qualità superiore rispetto agli altri; mi riferisco, ad esempio, all’accoppiata “The raven” – “The experiment” (il cui coro ricorda abbastanza quello di “Let it go” dal film “Frozen” della Disney), semplicemente eccellente e decisamente ruffiana ed orecchiabile. Ma sono diverse le canzoni valide tra le 12 che compongono questo disco; potrei citare anche “Child of the darkness” (con piacevoli parti cantate da Julia Marou, chiaramente ispirate alla grande Tarja), “Deus ex machina”, “The portrait” e la trascinante conclusiva “A case of revenge”, dotata di un coretto molto easy che si ficca subito in testa. Questa volta gli Aeternitas, con “Tales of the grotesque”, hanno realizzato un gran bel disco, una delle migliori uscite ascoltate quest’anno in campo symphonic metal; se siete fans di questo specifico genere musicale, fateci un pensierino.

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