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Ritrovare i Visions of Atlantis così in forma non può che far piacere ad ogni amante del symphonic metal e del metal melodico con voce femminile Ritrovare i Visions of Atlantis così in forma non può che far piacere ad ogni amante del symphonic metal e del metal melodico con voce femminile

Ritrovare i Visions of Atlantis così in forma non può che far piacere ad ogni amante del symphonic metal e del metal melodico con voce femminile

recensioni

titolo
The Deep And The Dark
etichetta
Napalm Records
Anno

01. The Deep & The Dark

02. Return to Lemuria

03. Ritual Night

04. The Silent Mutiny

05. Book Of Nature

06. The Last Home

07. The Grand Illusion

08. Dead Reckoning

09. Words Of War

10. Prayer To The Lost

 

opinioni autore

 
Ritrovare i Visions of Atlantis così in forma non può che far piacere ad ogni amante del symphonic metal e del metal melodico con voce femminile 2018-06-28 16:02:12 Federico Orano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Federico Orano    28 Giugno, 2018
Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 2018
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fa piacere ritrovare i Visions Of Atlantis dopo cinque anni dall'ultimo full lenght, “Ethera”, disco che non aveva convinto del tutto. Tanti cambi di line-up e finalmente una formazione stabile, pronta a ripartire con decisione e questo “The Deep And The Dark” ci riporta una band ispirata che torna a suonare quel symphonic metal che ci aveva colpiti, con dischi come “Trinity” e “Cast Away”.

Alla voce troviamo Clementine Delauney (ex Serenity) a duettare con Siegfried Samer, voce maschile del gruppo, ma messo un po' in disparte in questo lavoro. La partenza con la title track va a scuola dai Nightwish più orchestrali, con clavicembali ad accompagnare l'entrata in scena della brava Clementine fino al bellissimo refrain. Il gruppo pare subito compatto e la successiva “Return to Lemuria” spinge forte con doppia cassa e ritmi sostenuti per una power song di grande impatto, così come “Ritual Night”, che ricorda degli Edenbridge con chitarre più potenti. Una tracklist compatta; dieci brani, nessun riempitivo. L'ariosa “The Silent Mutiny” farà la gioia dei power metallers, mentre con “The Last Home” troviamo la ballata strappalacrime. Si ritorna a correre con “Words Of War”, ma la chiusura è affidata all'altro lentone del disco, la più articolata “Prayer To The Lost”, pezzo intenso e tra i migliori del disco.

Ritrovare i VoA così in forma non può che far piacere ad ogni amante del symphonic metal e del metal melodico con voce femminile. Son sicuro che in questo ambito pochi sapranno fare meglio della band austriaca in questo 2018!

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