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Gyze, un singolo in duplice versione Gyze, un singolo in duplice versione

Gyze, un singolo in duplice versione

recensioni

gruppo
titolo
“The rising dragon”
etichetta
universal Music
Anno

 

TRACKLIST:

1. Japanese Elegy

2. The Rising Dragon

3. Dragon Calling (International Live Bonus Track)

4. The Rising Dragon (Instrumental Bonus Track)

5. The Rising Dragon (Japanese Bonus Track feat. Marc Hudson of Dragonforce)

 

 

LINE-UP:

Ryoji - Guitar & Vocals

Shuji – Drums

Aruta - Bass & Vocals

opinioni autore

 
Gyze, un singolo in duplice versione 2018-06-24 09:54:45 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Giugno, 2018
Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 2018
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Sono passati quasi 30 anni da quando un mio carissimo amico, metallaro di oltre 2 metri (ciao Enzone!), mi mischiò la passione per il death metal; era il periodo di dischi come “Left hand path” ed “Altars of madness” (due perle che non possono mancare nella collezione di qualsiasi metalhead!), della scena svedese e di quella della Florida; poi arrivarono qualche anno più tardi gente come Dark Tranquillity, In Flames e Children of Bodom a farmi dirottare verso il melodic death.... adesso ascolto molto poco questi generi di metal, ma ogni tanto mi piace ritrovare bands a cui sono affezionato. Fra questi, sicuramente vi sono i giapponesi Gyze, autori di tre albums molto piacevoli... una band che ritengo a cavallo fra il melodic death più canonico ed il power metal più veloce; come se i Victorius o i Dragonforce si mettessero a cantare in growling e cambiassero leggermente il suono delle chitarre. Questa volta la band giapponese si presenta con un singolo intitolato “The rising dragon”, presentato in una duplice veste, una internazionale ed una riservata al mercato del loro paese, con differenti copertine (quella che vedete qui è dell’edizione internazionale); anche la tracklist è diversa, dato che la versione della title-track con ospite Marc Hudson dei Dragonforce è presente solo nell’edizione giapponese, mentre in quella internazionale c’è in esclusiva la traccia live dell’inedito “Dragon calling”. Ma veniamo alla musica. I brani presenti in questo disco sono nel classico stile dei Gyze, descritto in precedenza; in tal senso troviamo l’opener “Japanese elegy”, decisamente ruffiana e che mette voglia da subito di urlare assieme a Ryoji. La title-track è brevissima (nemmeno 3 minuti) ed, oltre al consueto ritmo forsennato, ha anche un piacevole lavoro di chitarra e parti di tastiere davvero indovinate. La traccia live dell’inedito “Dragon calling”, sinceramente lascia un po’ a desiderare; mi sarei aspettato molto di meglio a livello di suoni da parte di una band giapponese, invece la batteria ha un suono abbastanza fastidioso, mentre il basso è pressoché impossibile da ascoltare, scomparso nell’impasto sonoro. Il brano di per sé è anche carino e mi aspetto di ascoltarlo in versione da studio prima o poi. Chiude il disco (nell’edizione internazionale) la versione strumentale della title-track, dilatata di oltre un minuto, in maniera decisamente gradevole. Nella versione giapponese, invece, c’è anche una terza versione di “The rising dragon”, anche questa leggermente allungata, con ospite Marc Hudson che duetta con Ryoji in un piacevole contrasto tra clean vocals e growl. Se siete fans dei Gyze, questo “The rising dragon” non potrà mancare nella vostra collezione, ma anche se non amate la band giapponese, dato un ascolto a questo singolo, perché il loro melodic death è davvero piacevole e frizzante.

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