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Ottima prova per i Grind Zero alle prese con il loro secondo album Ottima prova per i Grind Zero alle prese con il loro secondo album Hot

Ottima prova per i Grind Zero alle prese con il loro secondo album

recensioni

titolo
Concealed in the Shadow
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

LINE UP: 
Marco Piras - vocals 
Udo Usvardi - guitars 
Dhilorz - guitars 
Alex Colombo - bass 
Emanuele Prandoni - drums 

TRACKLIST: 
1. Soul Collected [03:26] 
2. Corrosion [04:21] 
3. See You in Hell [03:31] 
4. Master's Pleasure [04:40] 
5. Sodomizing the Sun [03:35] 
6. A Shadow [04:46] 
7. Lost Shrine [03:43] 
8. Buried Deception [04:33] 
9. The Horde [04:09] 
10. Cursed be my Path [05:37] 

Running time: 42:21 

opinioni autore

 
Ottima prova per i Grind Zero alle prese con il loro secondo album 2018-05-28 10:37:05 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    28 Mag, 2018
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Tornano a quattro anni di distanza dal debutto "Mass Distraction" i Grind Zero, Death Metal band milanese che con questo "Concealed in the Shadow" segna anche la propria entrata nel roster della Punishment18 Records. La band meneghina si è formata nel 2011 dal chitarrista Udo Usvardi e dal bassista Alex Colombo, cui si uniscono quasi subito il cantante Marco Piras (Funeral Rape, ex-Bowel Stew, ex-Brutal Murder) ed il chitarrista degli Ancient, Dhilorz; ultima aggiunta alla line up è il nuovo batterista, Emanuele Prandoni (Progenie Terrestre Pura). I nostri appaiono quasi subito come una sorta di predestinati, visto che il loro show di debutto avviene di supporto niente meno che agli Entombed, cui seguiranno date in supporto di colossi come Possessed e Malignant Tumor, e la partecipazione all'Hellbrigade festival con Incantation e Dead Congragation.

Con il loro Death metal e sfrontatamente old school, i Grind Zero si sono fatti col tempo un certo nome nell'underground nazionale; attenzioni più che meritate se si ascolta il debut album targato Mighty Music, ma ancor più con questa loro nuova fatica; per poco più di 40 minuti la band milanese pesta sugli strumenti senza soluzione di continuità, con pezzi taglienti in cui traspare tutta l'attitudine dei nostri. La graffiante ugola di Marco Piras, poi, è in assoluto un valore aggiunto al già ottimo comparto strumentale: il vocalist sardo offre una prestazione "sempre sul pezzo", dando sfogo alle sue harsh vocals in maniera perfetta per l'economia dei pezzi, non esagerando mai con le growlin' vocals, inserite nei momenti in cui ci devono essere - vedi la mastodontica "Sodomizing the Sun" -. Con un sound che trae ispirazione tanto dalla vecchia scuola svedese quanto da quella statunitense, i Grind Zero trovano nella loro musica il giusto equilibrio tra queste due scuole di pensiero, tirando fuori una sonorità che, per quanto non inventi nulla di nuovo, sa essere interessante e tiene incollato l'ascoltatore dal primo all'ultimo secondo.

Un'uscita estremamente interessante, dunque, questo "Concealed in the Shadow"; un album che ha nella parte centrale il proprio picco, con brani come la già citata "Sodomizing the Sun", la precedente "Master's Pleasure" (con una parte centrale letteralmente spaccacollo) e la seguente "A Shadow". Abbiamo già detto di quanto sia ritornato in auge questo sound derivante dalla vecchia scuola, con una scena che si sta facendo via via più affollata. Ma ci sono grosse differenze tra chi ha le qualità per poterne emergere e chi è destinato a finire lentamente (o meno) nel dimenticatoio: i Grind Zero fanno parte della prima schiera e sono sicuro che se ascolterete questo loro secondo album ne converrete certamente.

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