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I Lords of Black con un gioello di heavy metal che splenderà anche nelle varie top ten di fine anno I Lords of Black con un gioello di heavy metal che splenderà anche nelle varie top ten di fine anno

I Lords of Black con un gioello di heavy metal che splenderà anche nelle varie top ten di fine anno

recensioni

titolo
Icon Of The New Days
etichetta
Frontiers Records
Anno

Ronnie Romero

opinioni autore

 
I Lords of Black con un gioello di heavy metal che splenderà anche nelle varie top ten di fine anno 2018-05-21 21:26:34 Federico Orano
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Federico Orano    21 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 22 Mag, 2018
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Se non avete ancora sentito parlare dei Lords of Black ci sono solo due possibilità: o vivete su Marte, oppure non amate l'heavy metal. La band spagnola, formata dal leader Tony Hernando (ex Saratoga) e dal supertalento al microfono Ronnie Romero, arriva al terzo disco in carriera, intitolato "Icon of the new days", un concentrato di heavy/power metal dal tocco moderno da spararsi a tutto volume!

Basterebbe il trio formato da “World Gone Mad”, “Fallin” e “Forevermore” per abbattere ogni concorrenza. La band di Tony Hernando riesce ad essere potente come un macigno, ma anche melodica al punto giusto e l'ugola d'oro del Ronnie James Dio del nuovo secolo, Ronnie Romero, si incastra alla perfezione con queste songs. Il tocco cupo e progressivo della meravigliosa “All i have left” ci porta ai Rage di “Black in mind” (ascoltate l'arpeggio e mi direte), ma con un singer di un altro livello (con tutto il rispetto per Peavy naturalmente). Ma come non citare il riffone di “Long Way To Go” ed il tocco moderno della favolosa title track, mentre con “King's Reborn” vi sembrerà di avere tra le mani un disco di Dio con una produzione moderna.

Inutile girarci troppo attorno, questo “Icon Of The New Days” è un gioello di heavy metal che splenderà anche nelle varie top ten di fine anno. I Lords of Black sono sempre più convincenti e non solo passano alla grande l'ostico ostacolo del terzo disco ma, anzi, pubblicano a mio parere il miglior disco della loro carriera.

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