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Amorphis: "Queen Of Time" dà nuova linfa vitale alla band finlandese Amorphis: "Queen Of Time" dà nuova linfa vitale alla band finlandese

Amorphis: "Queen Of Time" dà nuova linfa vitale alla band finlandese

recensioni

gruppo
titolo
Queen Of Time
etichetta
Nuclear Blast
Anno

01. The Bee

02. Message In The Amber

03. Daughter Of Hate

04. The Golden Elk

05. Wrong Direction

06. Heart Of The Giant

07. We Accursed

08. Grain Of Sand

09. Amongst Stars

10. Pyres Of The Coast


Line Up:

Tomi Joutsen | Vocals

Esa Holopainen | Guitar

Tomi Koivusaari | Guitar

Olli-Pekka Laine| Bass

Santeri Kallio | Keyboards

Jan Rechberger | Drums


opinioni autore

 
Amorphis: "Queen Of Time" dà nuova linfa vitale alla band finlandese 2018-05-21 19:29:54 Gianni Izzo
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    21 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 22 Mag, 2018
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Non so se indicare il 2018 come l’anno del secondo svecchiamento della band, il primo ovviamente è collocato con l’entrata del singer Tomi Joutsen. Non so neanche se il ritorno del bassista Olli-Pekka Laine (che ci ha già deliziato quest’anno con i suoi Barren Earth), abbia influenzato positivamente la band, abbia in qualche modo aiutato gli Amorphis a trovare quel quid mancante, quella sicurezza compositiva ed espressiva, che per anni ha sempre tentennato in ogni lavoro degli Amorphis, per buono che fosse. Non ricordo in verità un loro lavoro mediocre, ma purtroppo neanche imponente come furono i loro primi dischi. Di certo il risultato di “Queen Of Time” ci fa ben sperare per un nuovo inizio, ci consegna degli Amorphis convincenti, che pur non stravolgendo il proprio sound, hanno saputo reimpostarlo con migliorie e arricchimenti a livello di arrangiamenti (maggior uso delle parti orchestrali e dei cori lirici), ed una varietà compositiva che lascia alto l'interesse dell'ascoltatore per tutti i 60 minuti circa di musica.

Persino la radiofonica “Wrong Direction” risulta essere più interessante rispetto alle simili composizioni che presentano il lato più easy listening del gruppo, ed il resto dei brani ha un livello di qualità medio-alta, che non scende mai di tensione. Ogni singolo brano ci dice che gli Amorphis sono riusciti a oltrepassare una fase di stallo compositivo, che durava da troppo tempo, dopo le buone uscite di “Silent Waters” e “Skyforger”, e che si era finalmente intaccata almeno un po’, con il precedente album “Under The Red Cloud”.
Ma con “Queen Of Time” si respira proprio un’aria diversa, più libera da stereotipi o da quella sensazione che la band non volesse deludere i fans più giovani e amanti delle melodie più radio-friendly.

Siamo di fronte alla giusta mistura tra melodia e potenza, epicità sinfonica e momenti folk, momenti gotici e quelli più legati al prog dei seventies, fino ad arrivare ai riff granitici del loro melodic death. Lo stesso Tomi questa volta si concede sfumature diverse, sia in clean, che con le harsh vocals, con le quali raggiunge uno screaming estremo in “Daughter Of Hate”, uno dei brani più interessanti, in cui è presente anche il sax di Munkeby, primo guest del disco, che fa da contrappeso ai pesanti riff dal flavour mediorientale, ed in cui appare per un breve pezzo narrato in madrelingua, l’artista Kaiulainen, che dai tempi di “Silent Waters” cura i testi dei nostri.

Le parti corali e orchestrali sono state molto pompate dal produttore Jens Bogren, ma non prevaricano mai la strumentazione più classica degli Amorphis, anzi ne aumentano la potenza. Molti degli inserti più folk sono stati suonati dal mastermind degli Eluveitie, Glanzmann, che fa un ottimo lavoro con le partiture più popolari e nordiche.
Altra guest del disco è l’affascinante Anneke Van Giensberger, la sua ugola impreziosisce “Amongst Stars” che, al netto del growling di Joutsen, sembra una traccia uscita dalla penna dei Nightwish più introspettivi e folkloristici.

Non c'è davvero niente di sbagliato qui, il nuovo lavoro degli Amorphis, più di ogni altro della loro quasi trentennale carriera, segue da vicino i capolavori della band.

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