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SPLENDIDO DEBUTTO PER I MILANESI SLABBER! SPLENDIDO DEBUTTO PER I MILANESI SLABBER! Hot

SPLENDIDO DEBUTTO PER I MILANESI SLABBER!

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Colostrum
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Anno

Tracklist:
01. Vagito
02. Riot Day
03. Blood In The Nation
04. Dust
05. Black Skin
06. Unmoved
07. Hybrid
08. Violent Man
09. Connection To Nowhere
10. Lacking Light
11. Killer Worm

 

Line-up:
Alessandro Bottin – voce
Marco Poliani – chitarra
Francesco Valerio – basso
Marco Maffina – batteria

opinioni autore

 
SPLENDIDO DEBUTTO PER I MILANESI SLABBER! 2018-04-19 13:29:27 Francesco Noli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Francesco Noli    19 Aprile, 2018
Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 2018
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Gli Slabber da Milano sono il volto piacevolmente nuovo della nostra scena Italiana, quella metallara senza tanti fronzoli, né giri di parole. Nonostante siano al debutto (il gruppo sorge dalle ceneri dei fu Rapid Fire), presentano una personalità a dir poco spiccata e smagliante, un'attitudine vecchia scuola e una sincerità rara da trovare nelle bands di oggi. Già la copertina è un'opera d'arte, questo feto attaccato al cordone ombelicale simbolo di vita e di rinascita che è in stretto modo collegato a un membro del gruppo; colori solenni a tinte forti che si sposano con la proposta musicale dei nostri. L'apertura è affidata a "Riot Day" che, nel suo incedere, appare granitica e quadrata preceduta da "Vagito", un intro strano e bellissimo in cui sentiamo i battiti di un cuore: il feto in copertina? Può darsi ma, se cosi fosse, è chiaro che si evince facilmente quanto questi ragazzi credono in loro e nella loro musica. Da applausi "Blood In The Nation", arrembante e speed a tratti power dove Poliani alla chitarra dimostra di saperci fare anche con una certa melodia di classe, mentre la successiva "Dust", aperta da un pianoforte soave ma perentorio, sfocia in una ritmica che farà scapocciare i defenders piu incalliti ma anche quelli del nuovo millennio. Si potrebbe andare avanti cosi elencando tutte le canzoni, ma diventerebbe una recensione "tiritera", tuttavia non si può soprassedere alla fantasia che gli Slabber hanno in un contesto musicale dove forse è già stato detto tutto; la strumentale "Black Skin" è poetica e la deflagrande power "Connection To Nowhere" metterà tutti d'accordo nel dire che i milanesi hanno gusto, classe e la giusta attitudine. Il cd fila via che è un piacere, tra power, heavy e spruzzatine simil prog (prendete molto con le molle questo "simil prog", è una mia opinione sindacabile, ma io la sento tra i solchi) dove la sezione ritmica risulta potente e affabile, il cantato di Bottin riconoscibile e graffiante e la chitarra di Poliani terremotante e geniale ed è ancora più mirabolante se si pensa che i nostri hanno fatto tutto da soli, perchè trattasi di Autoproduzione. Esagero? Forse si, ma come sempre sta a voi l'arduo giudizio e non mi nascondo nello scrivere che per me, a oggi, gli Slabber rappresentano la novità numero 1 in casa nostra tra i defenders! CONSIGLIATISSIMI!!!

Francesco Noli

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