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I Code Noir devono scegliere una strada ben precisa I Code Noir devono scegliere una strada ben precisa

I Code Noir devono scegliere una strada ben precisa

recensioni

gruppo
titolo
"Burn card"
etichetta
Metal Scrap Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. Mine forever

2. Crime in a line

3. The things that you hated

4. Nowhere

5. Make it happen

6. Under the august sun

 

Bonus tracks:

7. I wanna be sedated (Ramones cover)

8. Sanctuary (Iron Maiden cover)

 

 

LINE-UP:

Michael T - vocals, guitars;

Adam Chapman – bass.

opinioni autore

 
I Code Noir devono scegliere una strada ben precisa 2018-04-14 15:21:42 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Aprile, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Code Noir nascono tra Grecia e Svezia nel 2015, grazie all’incontro di due fans degli Iron Maiden, Michael T. (voce e chitarra) ed Adam Chapman (bassista). Dopo aver reclutato per breve tempo un altro chitarrista ed un batterista, poi usciti dal gruppo, registrano il loro lavoro di debutto, una sorta di mini-lp di poco più di 26 minuti di durata, con 6 pezzi originali e 2 cover, intitolato “Burn card” ed uscito per Metal Scrap Records a dicembre 2017 in formato digitale. Tutti i pezzi hanno durate molto brevi e concise, ma non per questo non sono efficaci; una delle virtù dei Code Noir, infatti, è proprio quella di saper comporre pezzi ben strutturati ed orecchiabili. Il problema principale che ho riscontrato sta nella eccessiva eterogeneità della proposta sonora. Se, infatti, i primi pezzi sono classicamente heavy metal (ma l’influenza degli Irons si sente poco o niente), già con il terzo brano “The things that you hated” si comincia a variare, in un brano che fa pensare ad un incrocio tra i Faith No More ed i Red Hot Chili Peppers. Dopo la piacevole “Nowhere” che prosegue sulla falsa riga del precedente brano, arriva “Make it happen” che spiazza notevolmente, dato che non è altro che un brano di musica punk, un pizzico di Sex Pistols mescolato con i Green Day e viene da chiedersi cosa abbia a che fare una canzone del genere con il metal dei primi due pezzi. L’ultimo pezzo originale è “Under the august sun”, placido e quasi hard rockeggiante, forse anche leggermente moscio. A chiudere il lavoro ci sono due cover, una dei Ramones (“I wanna be sedated”) e l’altra degli Iron Maiden, del cui repertorio è stato scelto uno dei brani più vecchi: “Sanctuary”. A questa maniera credo che i Code Noir abbiano poche possibilità di conquistare fans tra coloro che ascoltano il buon vecchio e classico heavy metal, così come ne hanno molto poche per convincere chi ascolta la musica punk. L’eccessiva eterogeneità in questo caso si è rivelata un’arma a doppio taglio e la band ha bisogno di trovare una propria direzione definitiva, indurendo maggiormente il sound e quindi virando verso l’heavy metal definitivamente, oppure ammorbidendolo ancora per dirigersi verso il punk rock. A questa maniera, i Code Noir con il loro “Burn card” non riescono a strappare la sufficienza.

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