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Gli Hamferð portano a termine il loro concept con un terzo lavoro malinconicamente meraviglioso Gli Hamferð portano a termine il loro concept con un terzo lavoro malinconicamente meraviglioso

Gli Hamferð portano a termine il loro concept con un terzo lavoro malinconicamente meraviglioso

recensioni

gruppo
titolo
Támsins Likam
etichetta
Metal Blade Records
Anno

Line Up:
Jón Aldará - Vocals
Theodor Kapnas - Guitars
John Áki Egholm - Guitars
Ísak Petersen - Bass
Esmar Joensen - Keyboards
Remi Kofoed Johannesen - Drums 

Tracklist:
1. Fylgisflog [09:04]
2. Stygd [06:58]
3. Tvístevndur Meldur [05:39]
4. Frosthvarv [04:57]
5. Hon Syndrast [06:10]
6. Vápn í Anda [10:51] 

Running time: 43:39 

opinioni autore

 
Gli Hamferð portano a termine il loro concept con un terzo lavoro malinconicamente meraviglioso 2018-02-13 15:43:10 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Febbraio, 2018
Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 2018
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Quando, in ambito Metal, si pensa alle Isole Fær Øer, il primo nome che viene in mente è immancabilmente quello dei Týr. Eppure, il piccolo stato scandinavo ha dato i natali anche ad un'altra band che col tempo si sta facendo valere come una delle realtà più interessanti d'Europa. Mi riferisco ovviamente agli Hamferð, che con "Támsins Likam" continuano la storia che ha visto lo stesso protagonista già nei precedenti due lavori, l'EP "Vilst Er Síðsta Fet" e il debut album "Evst". "Támsins Likam" è dunque il terzo ed ultimo capitolo di questo concept a ritroso, ma è anche il primo album degli Hamferð sotto lo stendardo di Metal Blade, che ha rilasciato questo nuovo capolavoro della band faroese.

Devoti a quelle atmosfere malinconiche tipiche del Death/Doom nordeuropeo, gli Hamferð da un lato dimostrano come siano ancora in parte alla ricerca di una propria identità ben definita, ma dall'altro mostrano una capacità di scrittura innata, un songwriting maturo che trova ottime soluzione per diversificarsi da quelle che sono le influenze principali che li hanno portati ad avere questo sound. Nella fattispecie, al monolitico Death/Doom in cui non mancano certo riferimenti melodici i nostri riescono a dare un'atmosfera plumbea, malinconica, grazie ad un sapiente uso di cori e al grande operato di Esmar Joensen alle tastiere, capace di creare con il suo lavoro tinte epiche. Colpisce anche il cantato di Jón Aldará - vocalist anche dei finlandesi Barren Earth -, grazie ad una versatilità incredibile: la sua voce ora pulita, interpretativa, sofferente, ora cavernosa e (quasi) liberatoria, è quello che più permette alle due anime della bands di convivere in maniera fluida e coerente. E' proprio la fluidità con cui gli Hamferð passano dai momenti più atmosferici e malinconici a quelli più duri e rabbiosi il leitmotiv che tiene incollato l'ascoltatore per i quasi 3/4 d'ora di "Támsins Likam", un disco che raggiunge il proprio apice nella parte centrale con "Tvístevndur Meldur" prima e poi con la magnifica "Frosthvarv": proprio il brano più corto del disco è quello che emozionalmente colpisce di più, una canzone drammatica e sofferta, che ha richiami insistenti agli Opeth di "Still Life" e "Blackwater Park"; persino il growl di Aldará è interpretativo al massimo, dandoci la sensazione di rabbiosa disperazione di un uomo che sente aumentare le distanze tra se e la propria donna, preso dal disgusto di se stesso, perso nei ricordi e che alla fine decide di seguire la donna (una volta) amata nelle sue fughe sia per condividerle, sia per poter incolparla del suo dolore.

"Támsins Likam" è un album malinconicamente romantico, emozionale, capace di colpire nel profondo soprattutto se si riesce a seguire passo passo il concept - cosa non semplice dato l'uso della madrelingua, ma basta fare una semplice ricerca, no? -. Gli Hamferð dovranno forse ancora trovare definitivamente una propria identità musicale, ma è pur vero che sul piano del songwriting questa band riesce a sorprendere e sfiorare le corde giuste, cosa non di poco conto per questo genere che tende a colpire soprattutto le emozioni più romantiche (e malinconiche... e oscure) dell'animo. E questa, appunto, è una cosa che agli Hamferð riesce con una naturalezza disarmante.

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