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Epica oscurità nel sound dei finlandesi Desolate Shrine Epica oscurità nel sound dei finlandesi Desolate Shrine

Epica oscurità nel sound dei finlandesi Desolate Shrine

recensioni

titolo
Deliverance from the Godless Void
etichetta
Dark Descent Records
Anno

Line Up: 
MT - vocals 
RS - vocals 
LL - all instruments 

Tracklist: 
1. The Primordial One [06:25] 
2. Lord of the Three Realms [06:52] 
3. Unmask the Face of False [10:17] 
4. The Waters of Man [05:26] 
5. The Graeae [09:24] 
6. Demonic Evocation of Prayer [07:03] 
7. The Silent Star [08:04] 
8. ...of Hell [05:08] 

Running time: 58:39 

opinioni autore

 
Epica oscurità nel sound dei finlandesi Desolate Shrine 2018-01-22 13:42:41 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Gennaio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Formatisi nel 2010 in quel di Helsinki, i deathsters Desolate Shrine arrivano con questo "Deliverance from the Godless Void" alla pubblicazione del quarto album (terzo per Dark Descent Records), tutti con la stessa formazione d'esordio: MT (Profundus nei Sargeist) e RS (Gruft nei Sargeist, dove è batterista) alle voci e LL ad occuparsi dell'interno comparto strumentale. Il sound del trio finlandese è un Death/Black violento all'inverosimile, in cui non mancano però fraseggi che riescono a dare anche atmosfere quasi epiche.

E l'esempio lo abbiamo subito, con la parte finale dell'opening track "The Primordial One", un cavalcata di riff taglienti e ritmiche serrate, che divengono in chiusura un'epica ed oscura marcia. Pur non essendo complessi, i pezzi scritti dai Desolate Shrine possono vantare un'ottima struttura, tanto da non far pesare la lunga durata dei singoli pezzi - si arriva a superare gli 8 minuti con "The Silent Star", i 9 con "The Graeae" ed addirittura i 10 con "Unmask the Face of False". Altro gran merito della band finnica è quella di non fossilizzarsi sui classici stilemi del Death/Black, cercando di dare alla loro (lunga) composizione una certa varietà: è così che ci troviamo con tracce dal flavour epico come "Lord of the Three Realms" e la lunghissima "Unmask the Face of False", il pezzo più lento e pesante composto dai nostri, o bordate come "Demonic Evocation Prayer" e "The Waters of Man". Soffermandoci su "Unmask...", il lento incedere marziale da quasi la sensazione di una vera e propria cavalcata: è forse il pezzo che più di tutti da quasi un senso di "potenza", sperando sia chiaro quello che voglio intendere.

E' una buona proposta quella dei Desolate Shrine. "Deliverance from the Godless Void" è un album discreto che si lascia ben ascoltare, anche se pur sempre lontano da "The Sanctum of Human Darkness" che è ad oggi la loro migliore uscita a mio avviso. Magari snellendo un po' le composizioni, il loro lavoro riuscirebbe a risultare più immediato, ma è vero che si andrebbe a perdere una delle caratteristiche della band finlandese. Quindi, il mio consiglio è di prendere questa band per quello che è, anche perché nonostante la quasi ora di durata, non ci si annoia ad ascoltare questo disco.

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