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PIU' OMBRE CHE LUCI PER I BLOODY TIMES! PIU' OMBRE CHE LUCI PER I BLOODY TIMES! Hot

PIU' OMBRE CHE LUCI PER I BLOODY TIMES!

recensioni

titolo
Destructive
etichetta
Indipendente
Anno

BAND:

John Greely                Lead Vocals

Simon Pfundstein       Guitar/Bass/Backing Vocals

 

TRACKLIST

Introduction To War

Pursuit Of Destruction

Introduction To War (Instrumental)

Day Of The Collapse (Demo Version)

opinioni autore

 
PIU' OMBRE CHE LUCI PER I BLOODY TIMES! 2017-12-13 15:41:54 Francesco Noli
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Francesco Noli    13 Dicembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 2017
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Dopo il cd d'esordio uscito solo in digitale intitolato "The Fire Of Immortality", ecco che ora, dopo neanche un anno, i Bloody Times rilasciano questo E.P. contenente tre canzoni (di fatto solo due, perchè l'iniziale "Introduction To War" è proposta in due versioni, sia cantata che strumentale), più una bonis track che la si può trovare in cd fisico proveniente da demo. La band non è altro che un'idea, nonchè progetto del chitarrista teutonico SIMON PFUNDSTEIN che si avvale della possente voce di JOHN GREELY, passato per i Razor's Edge, ma soprattutto per i più conosciuti Iced Earth. Ad onor del vero, e come sempre sostengo, è difficile esprimere un parere solamente basandosi su tre canzoni, ma provandoci posso dire che è questo lavoro è basato su più ombre che luci. Mi spiego meglio. Muovendosi in ambito power teutonico quadrato nonchè puro Heavy Metal, sull'E.P. in questione sostanzialmente non c'è nulla da eccepire; l'iniziale "Introduction To World" presenta il 4/4 granitico e stoppato, un buon lavoro di chitarra e la voce possente di John che si staglia oltre le melodie. La seguente e lunga "Pursuit Of Destruction" presenta le stesse caratteristiche, presentandosi però più lunga (quasi 8 minuti di durata) e anthemica, un po' epica con un cambio di tempo azzeccato e, saltando la versione strumentale del primo pezzo in apertura che lascia il tempo che trova, dando l'impressione di essere un filler, la conclusiva "Day Of The Collapse" in versione demo non si discosta dal genere proposto ma, con suoni leggermente più sporcati, che forse non danno risalto alla track. Tutto bene fin qui, però il problema è che risulta tutto monotono e già sentito, pur suonato bene e cantato con enfasi, il prodotto non fa breccia più di tanto, perchè non c'è una melodia vincente o una dinamica intrigante, risultando tutto già sentito e un po' ritrito. Non me ne vogliate, le 3 canzoni si ascoltano bene e, ai primi 2 ascolti, possono risultare gradevoli, ma niente di più; manca quel tocco vincente, che sia geniale o fantasioso e forse è la mancanza di una vera e propria band (Pfundstein si occupa anche del basso, mentre la batteria è suonata da session o nell'ultima traccia addirittura si fa uso di drum machine) che inficia un po' la non sostanza di questo cd. Un lavoro interlocutorio, che non deve lasciare perplessi più di tanto, ma che in questi tempi moderni, con mille produzioni al mese, necessita di un qualcosa in più per risultare appetibile e curioso alle orecchie di noi metallari.

Francesco Noli

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