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Balfor, violenza fine a se stessa. Balfor, violenza fine a se stessa. Hot

Balfor, violenza fine a se stessa.

recensioni

gruppo
titolo
Black Serpent Rising
etichetta
Drakkar Productions
Anno

Lineup:

Thorgeir Berserk - Bass 

Athamas - Bass, Vocals 

Khaoth - Drums 

Astaroth - Guitars 

 

Tracklist:

1. Serpents of the Black Sun

2. Dawn of Savage

3. Unbounded Wrath of Venom

4. Heralds of the Fall

5. Among the Fallen Ones

6. Wolfbreed

7. A Vulture's Spell

8. Crimson Stronghold

opinioni autore

 
Balfor, violenza fine a se stessa. 2017-12-12 23:28:39 Rob M
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Rob M    12 Dicembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Già dal titolo di questa recensione, dovrebbe esser abbastanza chiaro dove voglio andar a parare.
Il metallo nero è un genere bello perché capace di dar voce ad un estremismo sonoro che sembra facile da interpretare, ma che in pochi san suonare con classe, stile e talento.
In questo contesto, ci son tantissimi progetti che purtroppo si copiano a vicenda, non per pochezza di idee, quanto perché l'ispirazione offerta da altre bands è talmente tanta che purtroppo certe idee posson suonare usate ed abusate ad ogni secondo disco che si ascolta.
In questo modo di pensare e far musica, ci si ritrova davanti ad un lavoro come questo "Black Serpent Rising", un surrogato black/death metal che è registrato benissimo, con un suono violento e massiccio, che cerca di muoversi tra il già sentito, senza vergognarsi di trovare soluzioni "vantaggiose" in ciò che altri artisti ben più conosciuti han composto in passato. Il richiamo agli ultimi Immortal è palese e con esso un sentore di "ok, questo non mi è nuovo" che accompagna il tutto e che purtroppo era già presente con il full precedente "Barbaric Blood" del 2010.
Non un brano riesce a spostarsi da quel calderone che in tanti conoscono e, da lì a poco, ci si annoia perché le idee scarseggiano. Non bastan le incursioni melodiche a salvare il prodotto finale che lascia con l'amaro in bocca. Tanto talento, tanto potenziale e purtroppo non sfruttato come si dovrebbe. Da un progetto come i Balfor mi aspetterei una certa dose di personalità, che possa metter in mostra una band intraprendente. Invece, nell'insieme, il tutto è frustrante.
Si, ci son quei passaggi che rimangon in testa, sopratutto quando le lead si spingon nel creare riff da head banging che si avvalgon di un doppio pedale attento nello scandire ritmi "avvincenti". Pero, al di là di questi, che rimane?
Idee interessanti son presenti durante l'intera durata del lavoro, però si arriva all'apice del tutto solo con l'ultimo brano "Crimson Stronghold" e, purtroppo, è troppo tardi per tornare indietro.
Nel complesso, questo disco è registrato e prodotto benissimo, ma se vi aspettate un lavoro che possa cambiarvi la vita, non sarà questo il caso. Mi auguro che il tutto possa migliorare presto ma, visto che nel tempo le cose non sembran esser cambiate, chissà se mai i Balfor riusciranno a trovare una voce propria.

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