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Welcome back, Morbid Angel! Welcome back, Morbid Angel! Hot

Welcome back, Morbid Angel!

recensioni

titolo
Kingdoms Disdained
etichetta
Silver Lining Music
Anno

Line Up: 
Steve Tucker - vocals, bass 
Tray Azagthoth - guitars 
Scott Fuller - drums 

Tracklist: 
1. Piles of Little Arms [03:44] 
2. D.E.A.D. [03:00] 
3. Garden of Disdain [04:24] 
4. The Righteous Voice [05:03] 
5. Architect and iconoclast [05:44] 
6. Paradigms Warped [03:59] 
7. The Pillars Crumbling [05:05] 
8. For no Master [03:28] 
9. Declaring new Law (Secret Hell) [04:21] 
10. From the Hand of Kings [04:02] 
11. The Fall of Idols [04:48] 

Running time: 47:48 

opinioni autore

 
Welcome back, Morbid Angel! 2017-12-11 17:27:42 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Dicembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 2017
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Non giriamoci troppo attorno e andiamo subito al punto focale: questo decimo studio album dei Morbid Angel era una delle uscite più attese dell'anno, così come una delle più temute per molteplici motivi. In primis, perché tutti hanno ancora bene in mente - purtroppo - quello schifo inenarrabile che è stato "Illud Divinum Insanus"; poi per tutta una serie di cambi avvenuti in casa Morbid Angel, il primo e più importante dei quali è l'avvicendamento - di nuovo! - nel ruolo di bassista e vocalist: via Dave Vincent, dentro di nuovo Steve Tucker; c'era poi curiosità nel sentire all'opera il nuovo batterista, l'ex Havok ed Abysmal Dawn Scott Fuller, a cui è stato affidato il compito di rimpiazzare Tim Yeung, accasatosi negli I Am Morbid di mr. Vincent. Intanto la band americana ha anche cambiato etichetta, accasandosi presso la Silver Lining Music, etichetta tedesca che vanta nel proprio roster anche Annihilator, Girlschool e Saxon.

Sommando tutti questi punti, la domanda che ognuno di noi si sarà sicuramente posto è stata: cosa tireranno fuori i Morbid Angel? Il terrore di avere un nuovo abominio come "Illud..." c'era, anche se in parte mitigato dal rientro in formazione dell'incazzatissimo Tucker. Ci si è cominciati a distedere quando 6 mesi fa, è spuntato su YouTube un video di un nuovo pezzo da un live ad Orlando: si trattava di "Paradigms Warped" e sembrava proprio che Trey Azagthoth e compagnia si fossero rimessi in carreggiata, tornando ad un sound che più si confà al prestigioso nome che si portano dietro. E infine, eccoci: continuando la tradizione di seguire l'ordine alfabetico per i titoli (la lettera "J" è stata utilizzata per il live album "Juvenilia"), arriva il decimo album dell'Angelo Morboso, "Kingdoms Disdained". E sì, i Morbid Angel sono tornati!

Non è che abbiamo tra le mani un capolavoro assoluto, visto che i Morbid Angel ci hanno regalato in passato dei veri e propri pezzi di storia del Death Metal. Ma parliamoci chiaro: "Kingdoms Disdained" è un disco che suona Morbid Angel. Un Death Metal tecnico, permeato di atmosfere plumbee e claustrofobiche, un sound che ricorda facilmente "Formulas Fatal to the Flash" (bel disco per inciso, ma con l'artwork più brutto nella carriera dei Morbid Angel). Avanti, alzi la mano chi all'uscita del singolo "For no Master" non abbia tirato un sospiro di sollievo. Non c'è bisogno di controllare, so benissimo che le mani alzate saranno ben poche. Con un Scott Fuller che offre una gran bella prestazione, gli occhi di tutti erano puntati sulla premiata ditta Azagthoth/Tucker, specie sull'appena rientrato cantante/bassista, il cui stile più rabbioso ho sempre preferito a quello di Dave Vincent, a costo di risultare quasi eretico per i die hard fans della band. Niente da dire, l'impronta di Steve Tucker c'è e si sente eccome! Così come si sente come Trey si è potuto finalmente lasciare dietro i casini occorsi alla sua creatura negli ultimi anni, a partire da un Sandoval convertito e un Dave Vincent lontano parente di quello d'inizi carriera. Un Trey Azagthoth che si è potuto concentrare nello scrivere un album Death Metal ispirato, in uno stile che possiamo definire semplicemente consono... insomma, mi scuso se mi ripeto, un album dei Morbid Angel che suonasse come un album dei Morbid Angel. Un album che ai primi ascolti mi ha convinto a metà ma che ascolto dopo ascolto sono riuscito ad apprezzare maggiormente. Ok, continuo a pensare che in fase di produzione qualcosa di meglio si potesse fare e continua a non piacermi per nulla "Declaring New Law (Secret Hell)", ma andiamo: pezzi come "Architect and Iconoclast" - a mani basse il migliore dell'album -, "Paradigms Warped", il singolo "For no Master", così come una "Garden of Disdain" o una "From the Hand of Kings", non possono non mettere il cuore in pace ai numerosissimi fans di questa Leggenda del Death Metal. Leggenda con la "L" rigorosamente maiuscola.

Facciamo che "Illud Divinum Insanus" - di cui ricordiamo è stata realizzata anche la versione "The Remixes" - è stato solo un incidente di percorso? Sì dai, facciamo così. Questi sono i Morbid Angel che vogliamo, una band che con "Kingdoms Disdained" è tornata a fare quello che sa fare meglio: un sano e granitico Death Metal. Adesso due cose sono importanti: 1. che Trey Azagthoth si tenga stretto Steve Tucker alla voce; 2. che qualcuno insegni loro come si rinnovano i passaporti, così magari riusciamo a vederli dal vivo pure in Europa. Ironia a parte: bentornati, Morbid Angel!

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