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“Un po’ al di sotto delle aspettative questo primo album dei Beast in Black”. “Un po’ al di sotto delle aspettative questo primo album dei Beast in Black”.

“Un po’ al di sotto delle aspettative questo primo album dei Beast in Black”.

recensioni

titolo
Berserker
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Line up:

Yannis Papadopoulos - vocals

Mate Molnar - bass

Sami Hänninen - drums

Kasperi Heikkinen - guitars

Anton Kabanen - guitars, vocals

 

Teemu Koivistonen – backing vocals

 

Tracklist:

 

  1. Beast in Black
  2. Blind and Frozen
  3. Blood of a Lion
  4. Born Again
  5. Zodd The Immortal
  6. The Fifth Angel
  7. Crazy, Mad, Insane
  8. Eternal Fire
  9. End of the World
  10. Ghost in the Rain

opinioni autore

 
“Un po’ al di sotto delle aspettative questo primo album dei Beast in Black”. 2017-11-13 09:03:50 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    13 Novembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dovrebbero essere note le vicende che portarono Anton Kabanen, principale autore dei Battle Beast, a separarsi dalla band nel 2015, per formare un nuovo gruppo, chiamato Beast in Black, con un moniker che richiama chiaramente la formazione in cui ha militato per diversi anni. È altresì noto come i Battle Beast nei loro dischi abbiano sempre puntato su una grande varietà delle canzoni, inserendo pure elementi non proprio canonici in ambito metal, magari mutuati dal pop o dalla dance. Kabanen, con questa sua nuova band prosegue dunque su questa falsariga, senza che però ne risulti fuori in realtà granchè di straordinario. L’album si apre con una canzone abbastanza aggressiva e dalle influenze blindguardiane, che porta il nome del gruppo ed è ispirata alla saga manga di “Berserk”, così come la traccia “Zodd The Immortal”, anch’essa tra gli episodi più irruenti del disco. Seguono però poi una serie di brani molto catchy, con delle tastiere quasi pop anni ’80 molto in evidenza, quali “Blind and Frozen”, dove la voce del cantante Yannis Papadopoulos va a tratti talmente alta da sembrare femminile, “Blood of a Lion” (dotata di un bel refrain melodico) e “Born Again”. “The Fifth Angel” è un altro brano molto diretto, prima di “Crazy, Mad, Insane”, una canzone, a detta di Kabanen, addirittura ispirata alla disco italiana degli anni ’80 e certamente uno dei brani più insoliti e particolari del disco. In chiusura, l’album offre altre due tracce dove dominano ancora tastiere ottantiane quali “Eternal Fire” e “End of the World” e una classica ballata, intitolata “Ghost in the Rain” (con Papadopoulos ancora su tonalità molto alte). A conti fatti, a nostro avviso, in tutta sincerità, questo primo disco non è poi tanto male ma perde alla grande il confronto con l’ultimo dei Battle Beast, che ci è sembrato più convincente sia nei brani più aggressivi che in quelli più catchy, senza contare che, anche in quanto ad originalità, questo “Berserk” non offre poi granchè in più rispetto a quanto si era già potuto ascoltare nei primi album della “Bestia”. Paradossalmente, a questo punto, con nostra grande sorpresa, almeno per il momento, sembrerebbe che abbiano fatto bene i Battle Beast a lasciare andare via Kabanen, a quanto pare troppo impuntato su certe posizioni e su determinate sonorità e poco in grado di garantire quel minimo di evoluzione stilistica di cui il gruppo aveva bisogno per non fossilizzarsi e superare la prova del tempo.

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