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I Bulletback sono l'ennesima prova della miopia del music business! I Bulletback sono l'ennesima prova della miopia del music business!

I Bulletback sono l'ennesima prova della miopia del music business!

recensioni

titolo
"The quest for new horizons"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1 - Down and out

2 - The quest for new horizons

3 - Battlefield

4 - Holy words

5 - Scream it out

6 - Faking

7 - Rust

8 - Running away

9 - Fire in the hole

10 - Where are the angels

11 - Here I stand

 

 

LINE-UP:

Raphael Gazal – Vocals and Guitars

Aléxis Gallucci – Bass

Fabio Buitvidas – Drums

opinioni autore

 
I Bulletback sono l'ennesima prova della miopia del music business! 2017-10-24 20:26:43 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Ottobre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Bulletback arrivano dal Brasile e si sono formati nel 2013 dall’unione di tre ex-membri dei Pastore. A giugno del 2017 la band è riuscita ad autoprodursi il proprio debut album, intitolato "The quest for new horizons". Il disco è composto da 11 canzoni, per un heavy metal bello tosto e moderno con qualche tocco di thrash, che richiama alla mente sia gli americani Iced Earth, ma anche e soprattutto il sound più recente dei nostri connazionali Arthemis, vuoi anche per la somiglianza dello stile del singer Raphael Gazal con quello del grande Fabio Dessi. Quasi ¾ d’ora di puro heavy metal, che scorre via molto, ma molto gradevolmente, senza particolari attimi di calo, né alcun genere di filler. Ma quello che colpisce nella musica dei Bulletback è la freschezza e la pulizia del sound, decisamente al passo con i tempi, ma sempre con un occhio attento alla tradizione. Le melodie ricamate dalla chitarra (Gazal, oltre a cantare molto bene, è anche un axeman di tutto rispetto!) sono sempre di gran gusto, sostenute alla grandissima dal basso pulsante di Aléxis Gallucci. Il ritmo è bello sostenuto e frizzante, anche se avrei preferito maggiore protagonismo da parte del batterista Fabio Buitvidas, che comunque svolge il suo lavoro senza alcun difetto. Una dopo l’altra, possiamo ascoltare vere e proprie hits, sin dall’opener “Down and out” (molto Arthemis), passando per la veloce title-track, “Battlefield”, “Holy words”, “Running away”, “Fire in the hole”... insomma, mi sembra abbastanza chiaro, che in questo lavoro tutti i pezzi funzionano alla grande! E questa è un’altra delle caratteristiche dei Bulletback, la capacità di realizzare brani efficaci, privi di orpelli inutili, ma che filano tremendamente bene e sono ricchi di energia. Mi sorprende che una band di simile livello sia dovuta ricorrere all’autoproduzione, perchè questo debut album “The quest for new horizons” è davvero un gran disco! Metalheads tenete d’occhio questi Bulletback, perchè hanno tutte le potenzialità per diventare una band di primissimo piano.

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