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Ristampa del terzo ed ultimo album dei Devastation Ristampa del terzo ed ultimo album dei Devastation Hot

Ristampa del terzo ed ultimo album dei Devastation

recensioni

titolo
"Idolatry"
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Deliver the suffering

2.      Freewill

3.      Forsaken hatred

4.      Souls of sacrifice

5.      Idolatry

6.      Legacy of faith

7.      Subconscious

8.      Never believe

9.      Desolation – Souls of sacrifice (live)

10.  Meet your maker (live)

11.  Idolatry (live)

12.  Subconscious (live)

 

 

LINE UP:

Rodney Dunsmore - Vocals, Lyrics

Dave Burk - Guitars

Henry Elizondo - Guitars

Edward Vasquez - Bass

David Lozano - Drums

opinioni autore

 
Ristampa del terzo ed ultimo album dei Devastation 2017-09-28 07:58:48 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    28 Settembre, 2017
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Era l’aprile del 1991, avevo da pochi giorni compiuto i miei 19 anni ed attraversavo il periodo della mia vita in cui ero attirato dal metal estremo in ogni sua forma; in quei giorni i texani Devastation (nome ultra-abusato nel corso degli anni, ma loro furono tra i primi) diedero alle stampe il loro terzo album intitolato “Idolatry” su una della labels più attive dell’epoca per il thrash, la Combat Records. Conoscevo già la band dato che un mio caro amico mi aveva fatto ascoltare (ed apprezzare) il precedente lavoro “Signs of life”. “Idolatry” segnò una sorta di cambiamento nello stile della band, visto che sostanzialmente tutti i pezzi venivano allungati in minutaggio e l’impatto, pur rimanendo alquanto violento, era sicuramente ridimensionato rispetto al passato. Questa probabilmente fu un’arma a doppio taglio per i Devastation, dato che di lì a pochi mesi finirono per sciogliersi. I brani erano troppo lunghi, con il rischio di poter stancare ascolto dopo ascolto; serviva essere maggiormente concisi e più diretti. La furia che contraddistingueva il thrash del passato della band texana, veniva qui leggermente placata, per un approccio più ragionato e tecnico. Certo qualche similitudine con il death metal che, in quel periodo, stava sbocciando in tutta la sua energia, rimane anche in questo disco, qualche accenno al blast beat qua e là ed il modo di cantare del singer Rodney Dunsmore, ma sicuramente il paragone più calzante con lo stile di questo disco è più con gli Slayer che con i Death. Ecco, per chi non conosce il vocalist dei Devastation, si può dire che ricordi vagamente lo stile del compianto Chuck Schuldiner, quella sorta di lamento roco e violento, sempre urlato, molto vicino al growling, anche se il cantante dei Death aveva letteralmente inventato uno stile canoro a cui probabilmente Dunsmore si era ispirato. Il disco, originariamente composto da 8 pezzi, fu registrato ai mitici Morrisound Studios, una vera e propria istituzione per il metal estremo americano dell’epoca. L’odierna ristampa della Punishment 18 Records presenta 4 bonus-tracks, si tratta di brani registrati live (purtroppo non sono state fornite indicazioni su luogo e data) in maniera molto, ma molto artigianale (soprattutto per il primo dei quattro, forse registrato in un posto differente dagli altri), probabilmente estratti da qualche bootleg dell’epoca, in cui l’impasto sonoro è abbastanza fastidioso, mentre la voce copre un po’ il tutto; gli ultimi tre sono migliori, ma comunque credo siano registrazioni fatte ad inizio anni ’90 e bisogna farsene una ragione ed accontentarsi. Per chi non conosce i Devastation, la ristampa di questo “Idolatry” può essere un buon modo per approcciarsi ad una band di secondo piano della scena thrash americana che probabilmente avrebbe potuto dare molto di più e che invece si è sciolta troppo presto.

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