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Motorhead: 11 covers e tanta nostalgia. Motorhead: 11 covers e tanta nostalgia.

Motorhead: 11 covers e tanta nostalgia.

recensioni

gruppo
titolo
“Under Cover”
etichetta
Silver Lining Music/Motorhead Music
Anno

 

1. Breaking the Law (Produced by Cameron Webb) 2008
2. God Save the Queen (Produced by Bob Kulick and Bruce Bouillet) 2000
3. Heroes (Produced by Cameron Webb) 2015
4. Starstruck (Produced by Cameron Webb) 2014
5. Cat Scratch Fever (Produced by Peter Solley) 1992
6. Jumpin' Jack Flash (Produced by Bob Kulick and Bruce Bouillet) 2001
7. Sympathy for the Devil (Produced by Cameron Webb) 2015
8. Hellraiser (Produced by Billy Sherwood) 1992
9. Rockaway Beach (Mixed by Cameron Webb) 2002
10.Shoot 'Em Down (Produced by Bob Kulick and Bruce Bouillet) 2001
11. Whiplash (Produced by Bruce Bouillet and Bob Kulick) 2005

opinioni autore

 
Motorhead: 11 covers e tanta nostalgia. 2017-09-14 08:24:33 Corrado Franceschini
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    14 Settembre, 2017
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Ho letto alcune polemiche riguardo all’uscita di “Under Cover” disco dei Motorhead che, come sottolinea il titolo, è dedicato a 11 rifacimenti di canzoni uscite nell’arco degli anni che, in un modo o nell’altro, fanno parte della discografia del gruppo. Va da se che Lemmy, quando era in vita, pur essendo un uomo libero aveva a che fare con etichette e “leggi di mercato”. Non vedo cosa ci sia di strano se oggigiorno, dopo che la discografia dei Motorhead è stata “saccheggiata” per anni, i due componenti rimasti hanno dato la loro approvazione a questa raccolta. Siete fans dei Motorhead? Comprate il disco, possibilmente in confezione box set. Non vi sono mai piaciuti? Ignorateli! Siete Motorheadbangers? Allora avrete sicuramente comprato una delle molteplici versioni di “Under Cover”. Detto ciò passo all’esame del disco. Si parte alla grande con una “Breaking The Law” dei judas Priest incisa per un tributo alla band di Rob Halforde e soci. La versione qui in esame non si discosta molto dall’assetto originale anche se voce e chitarre, è lapalissiano, non possono essere uguali. “God Save The Queen” (da “We Are Motorhead”), arriva con tutta la sua ignoranza a gridare la rabbia verso sua maestà britannica. La voce irriverente di Lemmy, poi, è quello che ci vuole per confutare il suo pensiero su chi ha in mano le sorti del popolo, e del mondo. “Heroes” di David Bowie è l’unica vera novità di questa raccolta. Si può definire come una sorta di testamento vocale di Lemmy essendo stata incisa come una delle ultime canzoni del gruppo. La voce è più melodica di altre volte anche se lo “zio” ci aveva abituato ad “escursioni” in altri terreni all’epoca degli Hawkwind o con canzoni come “Don’t Let Daddy kiss Me”. Il solo di Phil Campbell, per certi versi, esula dal suo solito stile. La nuova versione a mio avviso è pienamente riuscita. “Starstruck”, uscita in origine per un tributo a R.J. Dio (il pezzo originale è dei Rainbow ed è contenuto in “Rising” n.d.a.) vede la partecipazione di Biff dei Saxon, la cui voce la fa da mattatore mentre Lemmy da forza ai cori. Il ritmo Hard Rock degli anni ’70 viene mantenuto intatto ed il brano è convincente in tutto e per tutto. “Cat Scratch Fever”, da “March Or Die”, non mi ha mai convinto. Sono cresciuto con il suono “ignorante” della chitarra graffiante di Ted Nugent e con la sua voce arcigna nelle orecchie che davano potenza già da sole a questo che rimane un classico nella storia del Rock. “Jumpin’ Jack Flash”, da “Bastards”, è resa qui in una versione dinamica e movimentata veramente coinvolgente. “Sympathy For The Devil”, tratta da “Bad Magic”, trova ancora una volta i Motorhead perfettamente a loro agio. Il basso ha modo di farsi sentire al meglio mentre la chitarra si lancia in un solo scatenato. “Hellraiser”, scritta in origine da Lemmy e Ozzy e pubblicata dal madman su “No More Tears”, prima di uscire sull’album “March Or Die” del 1992 è uscita come singolo ed è stata parte integrante della colonna sonora del film “Hellraiser III (Hell On Earth)”. Se non l’avete mai ascoltata non so dove abbiate vissuto sino ad ora e non so neanche se possiate definirvi fans dell’Heavy Metal anche se il pezzo in se non è eccezionale. Per adattarla alla voce di Lemmy, così come lui stesso aveva raccontato, alcune note erano state diminuite in velocità ma, in seguito, la band l’aveva velocizzata di nuovo. Con “Rockaway Beach” rifatta dai Motorhead (mixata da Cameron Webb nel 2002 n.d.a.) rivive la leggenda dei Ramones assieme al loro genere per certi versi scanzonato e allegro. “Shoot ‘Em Down” dei Twisted Sister, uscita per un tributo alla band ed usata anche nel film “Ash Wednesday” era stata inclusa nel box “Stone Deaf Forever”. Il pezzo in se ha un forte sapore di AC/DC e, nella nuova versione, acquista anche il tipico stile Rock and Roll tanto caro a Lemmy. Con “Whiplash” (da Kiss Of Death), si chiude il cerchio: il ritmo si fa forsennato e l’headbangin’ è obbligatorio. Inutile dire che tutti noi che abbiamo seguito i Motorhead da vicino per decenni volevamo un nuovo album ma la vita è fatta così: gioiosa e bastarda assieme. Teniamo cari i nostri ricordi.

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