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Un concept album sulle piaghe alla base del secondo lavoro degli svedesi Mordenial Un concept album sulle piaghe alla base del secondo lavoro degli svedesi Mordenial

Un concept album sulle piaghe alla base del secondo lavoro degli svedesi Mordenial

recensioni

gruppo
titolo
The Plague
etichetta
Black Lion Records
Anno

Line Up:
Fiebig - vocals, drums
Kjetil Lynghaug - guitars
Martin - guitars, bass

Tracklist:
1. The Plague [05:12]
2. Daylight is Gone [05:05]
3. Burning Soil [03:27]
4. Salvation [03:24]
5. No Empathy [04:08]
6. Save you all [04:49]
7. All has Vanished [05:25]
8. Follow the Cross [04:50]
9. Emotions [04:19]
10. The End [03:37]

Running time: 44:16

opinioni autore

 
Un concept album sulle piaghe alla base del secondo lavoro degli svedesi Mordenial 2017-08-17 14:01:04 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    17 Agosto, 2017
Ultimo aggiornamento: 17 Agosto, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati nel 2000, i Mordenial diventano una band vera e propria nel 2008, quando Fiebig e Kjetil cominciano a scrivere il materiale per il primo album. Primo album, "Where the Angels Fall", che ha avuto una genesi difficoltosa: la line up si completerà solo nel 2011, ma di seguito i la band si ritroverà senza cantante; solo dopo tempo, dopo l'infruttuosa ricerca di un nuovo vocalist, il batterista Fiebig decide di prendere posto anche dietro al microfono. Nel 2015 il debut album vede la luce e due anni dopo ecco arrivare il secondo capitolo: il concept album "The Plague".

Concept album che, come da titolo, vede la piaga come filo conduttore del tutto. Sia da un punto di vista futuristico che antico, i Mordenial ci narrano di come le persone giustificano atti orribili pretendendo di esser stati scelti da un dio (o degli dei). Un concept di per sé interessante che viene supportato da buona musica: un Melodic Death tagliente e compatto, sulla scia di At the Gates e primi In Flames. Il lavoro di songwriting appare ispirato tanto per quanto riguarda la stesura del concept e delle liriche, quanto per il comparto strumentale. Non che "The Plague" sia un album che faccia gridare al miracolo, siamo chiari, ma nel complesso possiamo dire che il disco suona bene e si lascia ascoltare nella sua interezza senza alcun tipo di stanca durante la propria durata, grazie al poco su citato songwriting ispirato che vede il proprio apice in pezzi come "Daylight is Gone", "No Empathy" e, soprattutto, "Follow the Cross". Un album, "The Plague" che si sostiene soprattutto sugli ottimi e repentini cambi di tempo, guidati dall'ottimo lavoro dietro le pelli di quello che è anche il vocalist della band, Fiebig, ottimamente supportato dal lavoro alle sei corde di Kjetil Lynghaug.

Un discreto album Melodic Death quindi, "The Plague" piacerà sicuramente a chi preferisce un sound Swedish più novantiano, in cui le atmosfere tanto in voga oggi lasciano totalmente spazio ad un impatto più duro e in qualche modo cupo, senza che venga messo da parte un certo gusto per la melodia.

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