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Per i fans dei primi Kreator ecco i Desert Near The End Per i fans dei primi Kreator ecco i Desert Near The End Hot

Per i fans dei primi Kreator ecco i Desert Near The End

recensioni

titolo
“Theater of war”
etichetta
Total Metal Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. Ashes descent

2. Faces in the dark

3. Point of no return

4. Under blackened skies

5. A martyr's birth

6. Season of the sun

7. Theater of war

8. At the shores

 

 

LINE-UP:

Alexandros Papandreou – vocals

Akis Prasinikas – bass

Thanos K – guitars

Lithras - drums (session).

opinioni autore

 
Per i fans dei primi Kreator ecco i Desert Near The End 2017-07-08 17:03:24 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Luglio, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Casualmente, mentre stavo controllando il materiale che ci arriva dalla Russia, mi sono imbattuto nella descrizione “brutal power/thrash metal” accanto al titolo di “Theater of war” dei greci Desert Near The End, band a me finora sconosciuta, fondata nel 1997 con all’attivo già altri due albums; con questo si completa quindi una trilogia su un concept che gira attorno ad un “prescelto” che funge da guida per le masse. Quello che mi affascinava, oltre alla descrizione, era anche che la label russa sosteneva che questo disco era adatto ai fans di Blind Guardian e Kreator, due delle mie bands preferite da sempre. Ebbene, quando ho iniziato ad ascoltare gli 8 pezzi di “Theater of war”, uscito a settembre 2016, sono rimasto un pochino deluso: mi sono chiesto infatti da dove diavolo saltava fuori il paragone con i Blind Guardian ed, in genere, con il power metal? Sinceramente, ascolto dopo ascolto, non ne ho davvero trovato il benché minimo appiglio. La musica dei Desert Near The End è infatti un brutal thrash estremamente simile alle prime produzioni dei Kreator, tanto che le parti di batteria sembrano estratte da dischi come “Endless pain” o “Pleasure to kill”, con il solo difetto di arrivare circa 30 anni in ritardo, ma con il pregio di picchiare duro dall’inizio alla fine. La chitarra è tagliente a dovere, ben sostenuta dal basso, per un concentrato di violenza sonora che davvero mi ha riportato ai tempi in cui sbattevo il mio capoccione lungocrinito (allora, adesso non più purtroppo) al ritmo di “Terrible certainty”, “Under the guillotine” o “Riot of violence”. Se, anzi, si volesse muovere una critica ai Desert Near The End è proprio quella di essere fin troppo derivativi dal sound dei primi dischi degli anni ’80 dei Kreator, senza essere in grado di mettere in mostra la benché minima idea personale. Tante volte, comunque, ho avuto modo di sostenere che la mancanza di originalità può passare in secondo piano, quando la musica è fatta bene e credo che, in fin dei conti, questi otto brani (qualcuno più, qualcuno meno, soprattutto quando, verso la fine, si allunga troppo il minutaggio) si facciano ascoltare senza particolare fatica. Certo la voce di Alexandros Papandreou può essere migliorata (troppo orientata verso il metalcore, per i miei gusti), soprattutto nelle parti più da screamer, ma non dispiace nemmeno lui ed il suo stile iper-aggressivo è ben adeguato al sound violento della band; anche se Mille Petrozza o Chuck Billy restano di un altro pianeta.... Se quindi siete fans della frangia più estrema del thrash metal, date un ascolto a questi greci Desert Near The End ed al loro “Theater of war”, un disco non eccezionale, ma da non disprezzare.

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