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I Chasing The Serpent devono scegliere una strada precisa I Chasing The Serpent devono scegliere una strada precisa Hot

I Chasing The Serpent devono scegliere una strada precisa

recensioni

titolo
"Last stand"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1 Last stand

2 The calling

3 Snake’s dance

 

 

MEMBRI:

Iván Carranza – Bass

Marco Kampf – Drums

Janina Ruopp – Vocals

Marcel Weining – Rhythm guitar

Nico Sznirmacher – Lead guitar

opinioni autore

 
I Chasing The Serpent devono scegliere una strada precisa 2017-05-01 10:25:53 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Mag, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Chasing The Serpent si sono formati nel 2015 in Germania, grazie all’iniziativa del bassista e compositore peruviano (trasferitosi nel frattempo ad Osnabrück) Ivan Carranza che ha reclutato suoi compagni di studi nel locale istituto musicale. Questo “Last stand” è il loro primo lavoro, un EP autoprodotto di tre brani con cui la band si affaccia nel mondo metal per farsi conoscere. Il sound è un piacevole heavy metal, con qualche tocco di power e qualche digressione più morbida nell’hard rock, soprattutto a livello chitarristico. A cantare c’è la bionda Janina Ruopp che però non è la classica cantante lirica, ma piuttosto una singer potente ed aggressiva, una sorta di versione pulita della grande Elisa C. Martin, con un tocco della splendida Marta Gabriel e, perchè no?, della nostra mitica Federica De Boni. Se la title-track è un pezzo più power-oriented e raccoglie i miei consensi, grazie anche ad un ritmo bello frizzante e sostenuto, la successiva “The calling” è molto più morbida, forse troppo, con il rischio di risultare blanda e ripetitiva. La conclusiva “Snake’s dance”, ha interessanti parti di chitarra e buone melodie, ma forse avrebbe necessità di un po’ più di ritmo, per essere un pezzo heavy al 100%. I Chasing The Serpent hanno bisogno di scegliere una strada e percorrerla con decisione: o virare decisamente verso sonorità più morbide ed hard-rockeggianti, oppure indurire il loro sound e dare più ritmo entrando con decisione in campo heavy metal; a questa maniera, invece, rischiano di non essere né carne e né pesce e non essere presi nella giusta considerazione. “Last stand”, loro primo lavoro, mette in mostra buone potenzialità e sono sicuro che la band saprà farsi apprezzare maggiormente in futuro. Sufficienza meritata e di incoraggiamento.

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