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Dharma Storm, buone potenzialità da affinare Dharma Storm, buone potenzialità da affinare Hot

Dharma Storm, buone potenzialità da affinare

recensioni

titolo
“Not an abyss prey”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Immortal crew

2. Night of the burning skulls

3. Blackout

4. Trail of tears

5. Across the line of time

6. Emerged

7. The possessed one

8. God is gone

9. Live togheter.. die alone

10. Jolly Roger

 

 

LINE-UP:

Marco De Angeli – Vocals

Nicholas Terribili – Drums

Daniele Castagna – Guitars

Dario La Montagna – Synth

Gianluca Lancianese - Bass

opinioni autore

 
Dharma Storm, buone potenzialità da affinare 2017-02-26 09:25:22 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Febbraio, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arrivano dalla provincia di Roma i Dharma Storm, band fondata nel 2009, con all’attivo un E.P. nel 2014 e questo primo full-lenght intitolato “Not an abyss prey”. Nella bio di presentazione, il sound della band viene indicato come symphonic metal, anche se in realtà non ho trovato particolari affinità con questo genere, a causa della mancanza delle orchestrazioni tipiche del metal sinfonico; la loro musica potrebbe essere definita un heavy/power, con qualche pizzico di folk qua e là, diversi assoli di chitarra in stile neoclassico, qualche lontano richiamo al thrash quando i ritmi si fanno più serrati e persino un po’ di tastiere horrorifiche che non guastano e danno atmosfere intriganti. A livello strumentale, quindi, sicuramente una proposta interessante. La registrazione è un po’ “casereccia” e non esalta al massimo soprattutto la batteria del buon Nicholas Terribili e sacrifica alquanto il basso di Gianluca Lancianese ma, del resto, non si può pretendere la luna da un’autoproduzione. Alcuni pezzi, poi, credo siano leggermente troppo lunghi (“Blackout”, ad esempio, ma anche l’opener “Immortal crew” ed “Emerged”) e penso funzionerebbero meglio se fossero più snelli e “diretti”, spogliati di inutili orpelli per un paio di minuti a testa... Il vero tallone d’Achille dei Dharma Storm è però nella voce del singer Marco De Angeli che non mi ha convinto per niente e mi è sembrata alquanto fredda e monotona, arrivando a rovinare brani che, con un cantante dotato di un’ugola più calda ed espressiva, avrebbero avuto una resa migliore. Non a caso la traccia che maggiormente mi ha convinto e conquistato è la lunga suite strumentale “Live together.. die alone”, semplicemente splendida tra il quinto ed il sesto minuto. Un peccato che tutto il disco non sia allo stesso livello, altrimenti avremmo avuto una bomba tra le mani! “Not an abyss prey” è, invece, un disco discreto, che lascia intravedere buone potenzialità nei Dharma Storm ma che, per il momento, sfiora soltanto la sufficienza a causa dei problemi precedentemente evidenziati.

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