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GLI AGGRAVATOR E IL LORO THRASH ANNI 80 (RE-ISSUE) GLI AGGRAVATOR E IL LORO THRASH ANNI 80 (RE-ISSUE) Hot

GLI AGGRAVATOR E IL LORO THRASH ANNI 80 (RE-ISSUE)

recensioni

titolo
Populace Destructor
etichetta
Dead Center prods.
Anno

BAND

Mike Cortes               Drums

Derek Jones              Rythm Guitar/Vocals

Tristan Hernandez     Bass

Jesse Lopez              Lead Guitar

 

TRACKLIST

1)  Born In Uniform

2)  Fleshwork

3) Social Unrest

4)  Aestus Mortis

5)  Fatalist

6)  Populace Destructor

7)  Industrial Conflicts

8)  Unparalleled Cruelty

9)  Isolated Despair

10) Frozen Atrocities

opinioni autore

 
GLI AGGRAVATOR E IL LORO THRASH ANNI 80 (RE-ISSUE) 2016-12-24 15:58:15 Francesco Noli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Francesco Noli    24 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 2016
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Allora ragazzi iniziamo col dire che se siete tipi che cercano sonorità nuove e produzioni sfavillanti potete benissimo saltare queste righe e andare a parare oltre; altresì, se siete dei thrashers nostalgici e un po' incalliti, qui troverete pane per i vostri denti. Gli Aggravator di San Antonio se ne sbattono delle mode e dei trend perchè, pur non prendendosi troppo sul serio, sono volutamente retrò sia nelle partiture, che nelle dinamiche, per non parlare delle composizioni a se stanti. Dopo un debutto a mio modo di vedere sottovalutato, questo dischetto (del 2014, ma ristampato pochi mesi or sono) ci riporta alla mente Slayer, Testament, ma anche i primi Kreator con un mix di 10 canzoni per 32 minuti di musica. E proprio qui sta la genialità dei nostri: infatti il pregio di "Populace Destructor" sta nella sua immediatezza costruita su canzoni corte (Fatalist, Frozen Atrocities, Social Unrest) ad altre sempre brevi ma feroci nei campi di tempo e nell'esecuzione (Born In Uniform, Isolated Despair). Songs che non annoiano e che hanno il pregio di risultare fresche, anche se di nuovo non c'è neanche una nota suonata per sbaglio. Concludendo che un chitarrista solista come Jesse Lopez lo vorrebbero avere in tanti (ascoltatevi attentamente i suoi solos e poi ne riparliamo) e che dal vivo questi energumeni non perdono un'oncia della loro violenza, sarebbe peccato capitale non concedergli una chance. Thrash 'till death!!!

Francesco Noli

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