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Tytus, heavy metal classico nel 2016 Tytus, heavy metal classico nel 2016 Hot

Tytus, heavy metal classico nel 2016

recensioni

gruppo
titolo
"Rises"
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Ode to the migthy sun

2.      New frontier

3.      Haunted

4.      325 A.D.

5.      White lines

6.      Omnia sunt communia

7.      Inland view

8.      Desperate hopes

9.      New dawn's eve

10.  Blues on the verge of apocalypse

 

 

LINE-UP:

Bardy - Drums

Mark Simon Hell - Guitars

Markey Moon - Vocals, Bass

Ilija Riffmeister - Vocals, Guitars

opinioni autore

 
Tytus, heavy metal classico nel 2016 2016-12-10 17:27:51 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Tytus arrivano da Trieste e non sono la classica band di ragazzetti con smania da metallers, ma gente con diverse primavere sulle spalle (un po’ come me....) e, di conseguenza, una certa esperienza nella musica. A novembre 2016 è uscito questo loro debut album, grazie alla label americana Sliptrick Records, intitolato “Rises”, dotato anche di efficace copertina, composto da 9 brani più la consueta, quanto inutile, intro (“Ode to the mighty sun”), su cui si può tranquillamente skippare senza perdersi nulla. E’ con la prima canzone vera e propria, “New frontier”, che si aprono le danze per un album di heavy metal classico, bello massiccio, tirato e ricco di energia, pieno di gradevoli assoli dei due chitarristi, sostenuti ottimamente da una sezione ritmica, basso e batteria, di prim’ordine. Nel 2016 è difficile trovare bands che suonino heavy metal a questa maniera: o si trovano contaminazioni delle più disparate nature, oppure quel sound vintage (per non parlare delle registrazioni...) che obiettivamente non ha più molta ragion d’essere, se non per i nostalgici incalliti. I Tytus, invece, pur rimanendo ancorati alla tradizione di bands come Iron Maiden, Saxon & C. e della NWOBHM in genere, riescono a rendere la loro musica attuale, grazie ad una registrazione efficace ed al passo con i tempi. Per un vecchio defender come il sottoscritto, è un piacere ascoltare pezzi come la già citata “New frontier”, “White lines”, “Omnia sunt communia” o “New dawn’s eve”, vere e proprie mazzate heavy, scritte e suonate come si deve, piene d’energia, tanto che è difficile rimanere fermi durante gli ascolti. Ho trovato solo due particolari che non mi hanno convinto pienamente: in primis la voce sporca di Ilija Riffmeister, decente ma non proprio esaltante; certo non tutti possono essere come Bruce Dickinson, ma mi immagino quale bomba possa essere questa musica con un’ugola più pulita. Il secondo particolare è di minima rilevanza e facilmente evitabile (basta skippare): il brano strumentale “Blues on the verge of apocalypse”. Un hard rock in stile anni ’70, di zeppeliniana memoria (ma anche un po’ di Iron Butterfly) che è semplicemente del tutto avulso dal contesto di questo album, insomma non c’azzecca proprio niente! Non si tratta di un pezzo fatto male, ma è completamente diverso dagli altri e, parere personale, non trovo sia utile averlo inserito. Nonostante ciò, resta il fatto che i Tytus, con questo “Rises”, hanno realizzato un album che sicuramente andrà incontro ai gusti di ogni defender, affezionato al buon vecchio heavy metal di scuola britannica.

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