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Gli Ancillotti non tradiscono le attese. Gli Ancillotti non tradiscono le attese. Hot

Gli Ancillotti non tradiscono le attese.

recensioni

titolo
“Strike Back”
etichetta
Pure Steel Records
Anno

 

1. Intro
2. To Hell with You
3. Immortal Idol
4. Fight
5. Firestarter
6. The Beast Is Rising
7. When Night Calls
8. Burn, Witch, Burn
9. Lonely Road
10. Life Is for Livin’
11. Never Too Late
12. The Hunter

opinioni autore

 
Gli Ancillotti non tradiscono le attese. 2016-10-08 16:38:45 Corrado Franceschini
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    08 Ottobre, 2016
Ultimo aggiornamento: 08 Ottobre, 2016
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Non starò a dilungarmi troppo sulla storia che mi lega all’ “omone” Daniele “Bud” Ancillotti ma, piuttosto, voglio rimarcare come la famiglia fatta in musica (Bud, Bid e Brian), e il “fratello acquisito” Luciano “Ciano” Toscani sono sempre disponibili a fare due chiacchiere con chi li segue, sia esso un nuovo arrivato o un vecchio fan. Questo si chiama rispetto. La copertina di “Strike Back”, secondo disco degli Ancillotti, è stata disegnata da Dimitar Nikolov, la similitudine con la cover di “Rise Of Power” dei Ruler dello stesso artista è evidente, e rappresenta la rivalsa di una creatura della notte contro il suo assalitore. Su questo e su tutti gli altri aspetti del disco, mi sono ampiamente dilungato nell’articolo dedicato alla presentazione del disco tenutasi il 25-06-2016 ai Tartini 5 Studios di Parma (la trovate qui http://www.allaroundmetal.com/live-concerts/item/8204-25-06-2016-ancillotti-presentazione-del-disco-%E2%80%9Cstrike-back%E2%80%9D-al-tartini-5-studio-di-parma). Ora però che è uscita la versione ufficiale definitiva masterizzata da Alessandro Del Vecchio, posso essere più preciso. Tolto l’enorme lavoro svolto in fase di registrazione/produzione da Fausto “Tino” Tinello (Wyvern)ciò che emerge dalle 11 tracce è lo strapotere delle chitarre suonate da Luciano “Ciano” Toscani. Non è un caso se Ciano ha scritto tutti i pezzi e questi fatti, Scrittura dei pezzi e chitarre in bella mostra, ci mostrano quanta fiducia ha la famiglia Ancillotti nei confronti dell’amico parmense. Lo stile è quello classico degli Ancillotti e i pezzi, o almeno buona parte di essi, sono, musicalmente parlando, i degni eredi del precedente “The Chain Goes On” e, soprattutto, della canzone “Bang Your Head”. Dopo l’intro curata da Simone Manuli, il quinto elemento del gruppo che ha apportato suoni e samples dove necessario, che riporta alla mente i tempi del Trio Lescano (Siete troppo giovani per conoscerlo) si parte con l’enfatica “To Hell With You” che si fregia del primo solo di chitarra scatenato a briglia sciolta. “Immortal Idol”, dedicata a John Lennon, porta in dote la tipica voce del Bud con tanto di fedele eco annesso e le chitare di Ciano con una che marca il ritmo e l’altra che gli gira attorno, cosa frequente in questo C.D. Molto bello il cambio da una parte all’altra nelle casse dello stereo. “Fight” è il classico pezzo per caricare a mille il pubblico ed è foriera di un ritmo terremotante supportato superbamente dalla batteria di Brian. “Firestarter”, dedicata ad un famoso uomo politico, cambia il registro e modifica la velocità innestando la marcia melodica pur tenendo un mid tempo di tutto rispetto. Dopo il rientro del solo è stato mantenuto il richiamo a “747 Strangers In The Night” dei Saxon, cosa che già avevo evidenziato nel mio live report, mentre su tutto aleggia lo spettro degli AC/DC. “The Beast Is Rising” torna a pestare sodo; oramai è un classico del suono degli Ancillotti. In “When The Night Calls” torna ad affacciarsi la melodia ed anche la voce di Bud si fa più suadente nonostante il testo non abbia un significato del tutto positivo perché si parla di convivenza e opportunismo. Le notti di Salem sono evocate nel testo, ricreato e tradotto come tutti gli altri da James Hogg in inglese, di “Burn, Witch, Burn”. "Lonely Road" tocca le corde dell’emotività e, nel farlo, richiama alla mente gli Aerosmith. In questo caso l’amore declamato non è quello per una donna ma per una persona cara che non c’è più e il solo di Ciano che vola alto nel cielo lo testimonia a meraviglia. “Live Is For Livin’” si propone lo scopo di dare una scossa ai giovani lobotomizzati dalla tecnologia. Dopo un inizio che evoca Ronnie James Dio parte un riff nato vincente che si insinua nel cervello e rimane lì per giorni. Nonostante io abbia trovato il solo di chitarra nella prima fase un tantino “eccessivo” questo, a mio avviso, rimane il miglior pezzo del disco. “Never Too Late” fa del ritmo Hard il suo fulcro e mette in mostra il lavoro di squadra svolto da Bid, Brian, e Ciano dato che gli strumenti si distinguono bene. La conclusiva “The Hunter” segue da vicino le orme tracciate dalla seminale”Bang Your Head”, tanto che era stata scelta in origine per aprire“Strike Back” lavoro che, vi ricordo, uscirà anche su vinile a cura di Jolly Roger Records. Ancillotti sono sinonimo di qualità. Nient’altro da aggiungere.

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