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Nuovo particolarissimo album per gli Stereokimono Nuovo particolarissimo album per gli Stereokimono Hot

Nuovo particolarissimo album per gli Stereokimono

recensioni

titolo
Intergalactic Art Cafè
etichetta
Immaginifica
Anno

 

1.   Fuga Da Algon

2.   Space Surfer

3.   Indian Brakfast

4.   Rebus - Il Gioco

5.   Rebus - La Metafora

6.   Rebus - La Soluzione

7.   Lumacacactus

8.   The Gnome On The Moon

9.   Zona d’ Ombra

10. Oltre Algon

opinioni autore

 
Nuovo particolarissimo album per gli Stereokimono 2012-09-26 17:36:00 Corrado Franceschini
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    26 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 2012
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Se il nome StereoKimono vi fa sorridere e vi state domandando da dove sbuchi questa band sappiate che il nucleo originario si è costituito nel 1989 e che la discografia comprende in totale 3 demo tapes, 3 demo CD’s e tre CD’s completi. Gli ultimi due lavori sono stati prodotti da Franz Di Cioccio (P.F.M.) e la formazione, stabile dal 1995, comprendente Alex Vittorio (Bs-Ts), Cristina Atzori (Bt-percussioni) e Antonio Severi (Ch, Ch midi e Ts), è impegnata in una musica Rock strumentale con influenze Progressive/Psichedeliche. Sin dalle prime note della iniziale “Fuga Da Algon” è chiaro che il lavoro dei Stereokimono è adatto a cervelli “evoluti” sintonizzati su altre lunghezze d’onda rispetto alle solite coordinate musicali. Non si può parlare delle 10 tracce presenti come di semplice Rock, né tanto meno di Heavy Metal, quanto piuttosto di un pout pourri musicale che dona un’aura celestiale come il titolo “Intergalactic Art Cafè” lascia intendere. Nelle mille e mille note del calderone musicale non basta citare una sola influenza, ma si può parlare piuttosto di una sapiente e ben riuscita, miscela ispirata ad artisti e bands quali Genesis, Pink Floyd, Hawkwind, Gong, King Krimson, Brand X, Steve Hackett e Riccardo Zappa (da non confondere con Frank Zappa). Un concentrato di un'epoca mai dimenticata per chi ha vissuto in prima linea gli anni ’70, come il sottoscritto, ed utile a chi non ha il paraocchi e vuole andare a scoprire cosa vuole dire saper suonare musica “colta”, raffinata, ma anche divertente e/o avvolgente vista la sua “comicità”. “Space Surfer” presenta atmosfere ipno sixties intervallate con influssi sonori delle bands che ho citato sopra. “Indian Breakfast” ha aperture Free Jazz ma, come dice il titolo, ci porta, grazie ai suoni del sitar ottenuti con le tastiere, in un'atmosfera etnica e indiana/medio orientaleggiante passando attraverso atmosfere più occidentali alla P.F.M./Riccardo Zappa. Il trittico centrale di canzoni, accomunate dal titolo “Rebus” (“Il Gioco”, “La Metafora” e “La soluzione”), rappresenta una suite che, sommati i tempi, arriva a 9’30”. Partendo da una nenia infantile, si approda al Free Jazz ora celestiale ed ora intricato con vocalizzi nell’ultima parte. “Lumacacactus” è un vero capolavoro, sia per i tanti generi che porta alla mente dell’ascoltatore, cito a caso il Blues/Country, lo Psycho sixties Jazz ed i Pink Floyd, il tutto amalgamato da una fase centrale Progressive avvolgente, e sia nella struttura che lascia immaginare il viaggio della lumaca e le peripezie che deve affrontare (godetevi il relativo video su Youtube!). “The Gnome On The Moon” si colloca tra il suono dei Genesis e dei Pink Floyd ed è l’unica canzone con la forte presenza di una voce, femminile in questo caso. La successiva “Zona d’Ombra” offre un pregevole lavoro di batteria ed è un vero e proprio melting pot costituito da forti connotati Funky e Free Jazz sorretti da partiture Rock e Progressive. La conclusiva “OltreAlgon” con le sue urla iniziali ci porta lontano nello spazio stellare e cosmico, accompagnandoci con la sua ampia apertura musicale e la sua vena apertamente psichedelica. Se a ciò che ho detto aggiungete la classica ciliegina sulla torta, ovvero una produzione certosina ed una pulizia dei suoni cristallina, capirete da soli che questo “Intergalactic Art Cafè” merita di essere acquistato assolutamente!

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