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Musica asservita ai testi, ecco i Synful Ira Musica asservita ai testi, ecco i Synful Ira Hot

Musica asservita ai testi, ecco i Synful Ira

recensioni

titolo
Between hope and fear
etichetta
Logic(il)logic Records
Anno

 

Track-list:

1) Sound of life

2) True lies

3) Behind the suspect

4) Shining tracks

5) Revenge of mind

6) Inside my fears

7) My friend

8) Hope

9) 8.45

10) New love

11) Fatal temptation

12) Destiny

opinioni autore

 
Musica asservita ai testi, ecco i Synful Ira 2012-09-10 15:02:25 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Settembre, 2012
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I Synful Ira nascono nel 2007 da un’idea dei chitarristi Fabio e Laura Balducci, come cover band di Evanescence e Nightwish, per approdare nel 2010 ad un genere tutto personale e questo “Between hope and fear” costituisce il debut album uscito per l’attiva label italiana Logic(il)logic Records. Partendo da basi prettamente gothic metal (l’influenza degli Evanescence si sente ancora, mentre sono rimasti pochi i riferimenti ai Nightwish) con il classico cantato femminile della brava ed espressiva Letizia Chiozzi, i Synful Ira creano un amalgama sonoro decisamente particolare, avendo mescolato abilmente elementi di vari generi metal (power e prog soprattutto), ma non solo, strizzando l’occhio anche a certe sonorità più prettamente pop-rock. Il tutto per “asservire” la musica ai testi dei singoli brani, visto che tutti i pezzi di “Between hope and fear” sono legati tra loro da un concept che narra di una storia vera, sulla quale non si sa moltissimo. Fortunatamente giunge in aiuto il sito della band che spiega track-by-track il tutto, raccontando di amori traditi, tentazioni di vendetta, ira e depressioni, fino alla riflessione finale di “Destiny” che, non a caso, riprende in sé un po’ di ognuno degli altri brani. Indubbiamente l’idea dei Synful Ira è originale e terribilmente accattivante, asservire la musica ai testi e cercare di raccontare con le note musicali le emozioni e le sensazioni che il protagonista (o LA protagonista?) ha vissuto è sicuramente ambizioso e roba non per tutti. Ci vuole talento e genialità per riuscirci ed, ascolto dopo ascolto, confrontandomi con le descrizioni dei singoli pezzi, devo dire che mi sono riuscito a ritrovare quasi con tutti quanti i pezzi, anche se, almeno in alcuni casi (“Revenge of mind” ed “Inside my fears”, ad esempio), avrei puntato ad esasperare ancora di più questo “nesso di causalità” fra testo e musica, esaltando al massimo le emozioni che si tentavano di descrivere (rispettivamente rabbia e paura) indurendo ancora di più il sound. Anche qui, però, si rientra nel campo minato dei punti di vista personali, nei quali ognuno è libero di giudicare anche diversamente. Come detto, il progetto musicale dei Synful Ira è ambizioso ma corre il rischio di lasciare spiazzati parecchi ascoltatori che possono cercare nella musica quelle classiche sensazioni ed atmosfere tipiche dei vari generi. In altre parole, se uno cercasse il gothic più puro, potrebbe non trovarne in questo disco, stesso dicasi per altri settori già citati; il miscuglio dei vari generi e delle diverse atmosfere è, nello stesso tempo, punto di forza (se l’ascoltatore ha una mente più aperta) e punto debole (per gli ortodossi del metal) della proposta musicale dei Synful Ira. A livello tecnico i vari musicisti non sono assolutamente in discussione, sia la cantante che i due chitarristi (mi è piaciuto un sacco l’assolo di “My friend”) già citati, come il bassista Emanuele Chiozzi (ma sono tutti parenti in questa band?) ed il tastierista Filippo Martignano sono sempre ottimi protagonisti, ma anche (e soprattutto direi) il poliedrico batterista Marco Renzi. La musica di questo “Between hope and fear” è molto particolare, per cui occorre a mio parere un attento ascolto prima di decidere per un eventuale acquisto; a me l’idea dei Synful Ira è piaciuta, adesso tocca a voi dare loro una chance....

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