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ANATOMY OF I: AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE ANATOMY OF I: AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE Hot

ANATOMY OF I: AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE

recensioni

titolo
"Substratum"
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

Line up:

 

Steve DiGiorgio: basso

Dirk Verbeuren: batteria

Michael Dorrian: voce e chitarra

 

Tracklist:

 

1. Organic Machine

2. Harvest the Fallen

3. Drowning

4. Dimensions

5. Washed Away

6. Fluid River

7. Banished Messiah

8. Substratum

9. As Eternity Ends

10. Bound in Flesh

11. Organic Machine 2015

12. Dimensions 2015

13. In Memoriam

opinioni autore

 
ANATOMY OF I: AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE 2015-07-04 08:43:11 Michele Alluigi
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Michele Alluigi    04 Luglio, 2015
Ultimo aggiornamento: 04 Luglio, 2015
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Gli Anatomy of I sono uno degli ormai innumerevoli progetti che vedono coinvolti il super bassista Steve Di Giorgio, sempre attivissimo mostro dello strumento che ha suonato, giusto per dire alcuni nomi, con i Death, con i Testament, con i Sadus, con i Control Denied e con i nostrani Faust; a fargli compagnia in questa nuova impresa troviamo il drummer Dirk Verbeuren, batterista anch'egli sempre attivo con nomi come Soilwork ed in passato con Devin Townsend. Chitarra e voce di questa all star band troviamo Michael Dorian, principale mastermind del gruppo, che va a così a completare una line up per definizione votata alla furia estrema. Sono sincero però, con queste premesse mi aspettavo qualcosa di meglio: a leggere i nomi dei membri mi immaginavo di trovare un sound più tecnico ed elaborato, non fraintendetemi, il livello tecnico è altissimo e dalle canzoni traspare al 100%, ma se la scelta del progetto era di orientarsi verso un impatto più diretto, tale obiettivo è raggiunto solo a metà. Le canzoni sono sì energiche e ricche di tiro, ma nel complesso la loro resa è troppo grezza, complice anche una calibratura dei suoni di chitarra non del tutto eccelsa, troppo carica di gain che fa uscire la sei corde di Dorian troppo "zanzarosa" ed ovattata, eccessivamente grossa e che va quindi a coprire il lavoro ritmico di Di Giorgio, su cui ormai è inutile dilungarsi vista la sacralità delle sue zappate, e di Verbeuren, che su questi pezzi sfoggia un drumming potente e preciso ma non certo all'altezza del suo nome. La voce, infine, tarata su uno screaming acido e maligno più consono al black metal, va troppo spesso ad eclissare parti di chitarra melodiche e ritmiche anche convincenti (Si ascolti "Fluid River" in tal senso, sul quale il richiamo ai Death è ben riconoscibile). Un vero peccato dunque, il materiale per un gran sound c'è tutto, ma forse "Subsratum" avrebbe meritato una composizione più meditata; è però comprensibile che visti gli innumerevoli impegni di questi musicisti più tempo di così non si poteva dedicare. Questo lavoro non si può definire orribile o da bocciare, tutt'altro, ma visto il livello dei membri degli Anatomy of I, ci si aspettava qualcosa di più: il disco in questione è datato 2011 (la Punishment 18 Records l'ha ristampato nel 2015, con aggiunta di 3 bonus-tracks), magari l'affiatamento doveva ancora essere affinato del tutto, confidiamo in una prossima uscita che possa rendere giustizia alla fama dei suoi musicisti.

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