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Speed metal old-fashioned per i Fallen Fucking Angels Speed metal old-fashioned per i Fallen Fucking Angels Hot

Speed metal old-fashioned per i Fallen Fucking Angels

recensioni

titolo
“Sign of the razor”
etichetta
DeathStorm Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. Sign of the razor

2. Ready to explode

3. K.K.K. (Kous Kous Klan)

4. Horny housewives

5. Interflug

6. Change of address

7. Storm of the world

8. Snake eyes (Razor cover)

9. Not so stupid (To lose weight for love)

 

 

LINE-UP:

Filippo "Butch" Belli (Voce, Batteria)

Stefano Giusti (Voce, Chitarra)

Cristian Angelini (Chitarra)

Leonardo Tomei Albiani Carli (Basso)

opinioni autore

 
Speed metal old-fashioned per i Fallen Fucking Angels 2015-06-26 10:04:25 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Giugno, 2015
Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I toscani Fallen Fucking Angels sono attivi addirittura dal lontano 1997 e, nonostante diversi cambi di formazione e qualche stop, hanno all’attivo ben 4 full-lenghts, di cui l’ultimo è questo “Sign of the razor”, uscito ad aprile 2015 per la Deathstorm Records. Per chi non conoscesse la band (di cui ignoravo l’esistenza anche io, prima di ricevere i files per questa recensione), il genere proposto è un arrabbiatissimo speed metal, ispirato dalla scena americana degli anni ’80, quella di gente come Exciter, Anvil, Razor ed Agent Steel, tanto per citare i nomi più famosi. Anche la registrazione (ma qui prendetela col beneficio del dubbio, perché potrebbe anche dipendere dalla scarsa qualità dei files ricevuti) è alquanto old-fashioned, anche se forse un po’ troppo “cupa”. I pezzi dell’album sono 9, tra cui anche la cover di “Snake eyes”, pezzo dei già citati Razor (da “Custom killing” del 1987); tutti hanno brevi durate (come il genere impone), ritmiche di batteria veloci e frizzanti (con l’eccezione della sola “Storm of the world”, forse il pezzo che meno mi ha entusiasmato), diversi assoli di chitarra, un basso pulsante sempre ben presente ed uno stile canoro estremamente aggressivo ed arrabbiato. Ecco, forse, il cantato è più adatto al thrash più moderno o persino a certo hardcore, che ad uno speed metal così old-fashioned, per il quale credo sia più indicato uno stile più acuto ed isterico; ma qui entriamo nel campo dei pareri personali che, in quanto tali, sono ampiamente opinabili. Resta il fatto che, se il cantato del batterista Filippo “Butch” Belli e del chitarrista Stefano Giusti aveva l’intento di essere arrabbiato e dare aggressività al sound, l’obiettivo può dirsi raggiunto. Stiamo assistendo di recente ad una rinascita dello speed metal, settore in cui anche i Fallen Fucking Angels possono dire la loro. “Sign of the razor” è un buon disco, senza particolari difetti (tranne forse la predetta “Storm of the world”), ma nemmeno senza picchi qualitativi eccezionali; sicuramente i fans della band e dello specifico genere musicale potranno apprezzare.

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