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Cydia: death metal futuristico della steppa Cydia: death metal futuristico della steppa Hot

Cydia: death metal futuristico della steppa

recensioni

gruppo
titolo
Evil Sun
etichetta
Metal Scrap Records
Anno

Formazione:

Stas Nobody - Guitar and Vocals

Oleg Zoob - Guitar

Oleg Bizon - Drums

Ed Coffee - Bass

 

Track-list:

1.Танец Смерти/Dance Of The Death

2.Злое Солнце/Evil Sun

3.100 Лет/100 Years

4.Мёртвый Ангел/Dead Angel

5.Ночь Без Сна/Night Without Dream

6.Жизнь За 3.45/Life For 3.45

7.Сталкер/Stalker

8.Из Дневников Урода/Diary Of Freak

9.Один Из Нас/One From Us

10.Последний Рассвет/The Last Sunset

11.Слишком Живой/Alive Too Much

opinioni autore

 
Cydia: death metal futuristico della steppa 2012-08-14 13:02:52 Marco Tripodi
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marco Tripodi    14 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 2012
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Prima di cominciare a parlare di questo “Evil Sun” è il caso di spendere molto brevemente due parole di presentazione per quella parte di pubblico (che è la parte maggiore) che ancora non conosce i Cydia: formatosi nel 2007 a Samara, nella gelida Russia, i Cydia propongono un death metal molto particolare, orientato forse più alla fascia più moderna e “nuova” del genere piuttosto che ai fans della tradizione dura e pura, scandita al suono di Possessed e Death.
Questo è infatti quello che traspare da questo “Evil Sun” disco che segue il loro debutto “Diary Of Ugly”: con questo disco i Cydia martellano l’ascoltatore con il loro death metal, ben miscelato a sonorità che strizzano l’occhio al metalcore di scuola Devildriver e In Flames e spesso anche a quelle più proprie del panorama industrial e nu metal, come ben dimostrano diverse canzoni del disco, come ad esempio “Night Without A Dream”, “Stalker” e “Diary Of Freak”, giusto per citarne qualcuna, in cui dai suoni pesanti e carichi si può, di tanto in tanto, sentire l’influenza dei Fear Factory.
Una simile scelta compositiva denota non poco coraggio: infatti, se la cosa può avvicinare al gruppo una schiera più eterogenea di ascoltatori, nonché i numerosi fans della scena industrial, dall’altra è anche il tipo di sperimentazione che farà storcere il naso ai puristi del death metal, soprattutto nei non rari punti in cui la linea vocale si abbandona a parti da hip-hop. Se più volte si ha quest’impressione ascoltando l’album, l’apice lo si raggiunge nella conclusiva “Alive Too Much”, dove la parte rappata arriva alla fine non più velata o seminascosta, ma apertamente dichiarata.
Non dobbiamo credere però che non resti nulla del death metal che la band dichiara: il suono massiccio e granitico giunge all’orecchio dell’ascoltatore diretto e senza la benché minima incertezza, in una composizione che nella totalità del disco si mantiene fluida e omogenea.
Più di un brano mi ha notevolmente colpito, in particolare la prima “Dance Of Death” che, pur aprendosi in maniera dura e secca (come molte delle canzoni di questo “Evil Sun”), si dischiude poi in una melodia avvolgente e suggestiva (grazie soprattutto all’ottimo lavoro di tastiera che accompagna il brano). Un giudizio analogo si può esprimere anche per la canzone “Dead Angel” ed ancor più per la strumentale “The Last Sunset” (traccia appena ad un passo dalla conclusione del disco) che, in solo poco più di quattro minuti, è capace di esprimere un’ampia gamma di varietà tonali, facendosi a tratti malinconica, contemplativa, a tratti più energica e decisa.
Nel complesso, nonostante il sottoscritto tenda a preferire il death metal più tradizionale, bisogna considerare questo “Evil Sun” un buon lavoro nel suo genere, ben suonato e ben concepito. Cosa si può dire invece della scelta stilistica e della fusione del death metal con questi toni futuristici? Una scelta incoraggiata dalla moda del momento per l’industrial e il nu metal o un nuovo capitolo evolutivo del genere? Agli ascoltatori l’ardua sentenza.
Per il momento attendiamo, e vediamo cosa questi russi Cydia ci riserveranno in futuro.

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