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Venticinquesimo anniversario rosso sangue per i Pigspeed Venticinquesimo anniversario rosso sangue per i Pigspeed Hot

Venticinquesimo anniversario rosso sangue per i Pigspeed

recensioni

gruppo
titolo
25th Century Blood
etichetta
DeathStorm Records
Anno

 

TRACKLIST

1 25th Century Blood

2 Blood Drop

3 Born

4 Only Blood

5 Alone

6 Bleeding Blood On The Blooded Blood

7 Biotech Is Godzilla (Sepultura Cover)

8 Pus

9 Mellow Yellow (live)

 

LINE-UP

Fausto – lead guitar

Diego – rhythm guitar

Kama – drums

Angelo – bass guitar

Fabiano – vocals

 

opinioni autore

 
Venticinquesimo anniversario rosso sangue per i Pigspeed 2015-03-28 10:47:14 Chiara
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Chiara    28 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento: 31 Marzo, 2015
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Le prime parole che mi sono venute in mente durante l’ascolto di “25th Century Blood” dei Pigspeed sono state “Gore Obsessed”. Lo so, i cinque musicisti lombardi possono sembrare stilisticamente molto lontani dai Cannibal Corpse, ma non poi così tanto. Soprattutto quando si parla di ossessione per il sangue. Perché di sangue in questo album ce n’è parecchio, che siano gocce, pozze, schizzi o fiumi (lo scioglilingua di “Bleeding Blood On The Blooded Blood” ne è un esempio). Infatti mi sento di poter parlare in questo caso di thrash-gore, perché i Pigspeed riescono a coniugare le sonorità thrash all’immaginario death fatto di squartamenti e sbudellamenti assortiti (basti vedere le foto promozionali della band, mentre sono intenti a contendersi pezzi di carne a colpi di mannaia). Come dicevano gli Slayer, “Raining Blood”!

“25th Century Blood” è compatto, un bel pugno in faccia che mi ricorda per certi versi quello della copertina di “Vulgar Display Of Power” dei Pantera. E le influenze di Fausto, Diego, Kama, Angelo e Fabiano sono da cercarsi nel thrash più spinto della leggendaria band texana, oltre che nei Sepultura di “Chaos A.D” (che vengono omaggiati nella cover di “Biotech Is Godzilla”). L’episodio secondo me più riuscito del lavoro, nonostante il titolo repellente, è “Pus”, con un ottimo background percussivo alla “Roots Bloody Roots” e un ritornello alla Alice In Chains (non sto scherzando).

I Pigspeed non sono di primo pelo (infatti, come suggerisce il titolo stesso dell’album, nel 2014 hanno festeggiato ben venticinque anni di attività) e sanno bene come dimostrare l’esperienza acquisita nel tempo: l’ottima tecnica che pervade il lavoro è evidente per esempio in “Born”, che conquista da subito con i suoi inserti melodici, entrando nel cervello a mo’ di tarlo (i “die” finali sono da manuale), e in “Alone”, composizione che riassume al meglio gli stilemi del thrash.
Il disco chiude con una versione live di “Mellow Yellow” (ma Donovan non c’entra nulla), a testimonianza del fatto che i Pigspeed ci sanno fare anche dal vivo. E infatti il prossimo concerto non me lo perderò, poco ma sicuro.

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