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Elvenstorm: per i nostalgici dei Running Wild Elvenstorm: per i nostalgici dei Running Wild Hot

Elvenstorm: per i nostalgici dei Running Wild

recensioni

titolo
“Blood leads to glory”
etichetta
Inferno Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. Sanguis Ad Gloriam

2. Reign in Glory

3. Werewolves of the East

4. Temple of the Sun

5. Ruler of the Night

6. Black Hordes

7. Fallen One

8. Sirens of Death

9. Where Angels Dare to Die

10. Mistress from Hell

11. Into the Fire (Savage Grace cover)

 

 

LINE UP:

Laura Ferreux – Vocals

Michael Hellström – Guitars

Will Duclot – Bass

Felix Börner – Drums

opinioni autore

 
Elvenstorm: per i nostalgici dei Running Wild 2014-09-05 08:53:55 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    05 Settembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 05 Settembre, 2014
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avete presente i Running Wild dei vecchi tempi, quelli che facevano scuotere il capoccione e che sventolavano fieri il vessillo del loro metal piratesco, quella mitica Jolly Roger sotto la quale tanti metalheads hanno urlato e dato libero sfogo alla loro passione? Ecco, aggiungeteci un pizzico di heavy metal classico ed una voce femminile al posto del mitico Rolf Kasparek (appartenente alla bionda e grintosa Laura Ferreux), togliete un pizzico di potenza alla chitarra ed avrete il sound di questi Elvenstorm, provenienti dalla Francia. Obiettivamente l’originalità non risiede dalle parti di questa band, basta guardare la copertina raffigurante il solito guerriero in armatura, con il solito spadone in mano, seduto sul solito trono, ma cosa ce ne può fregare quando la musica che ascoltiamo ci fa scatenare, ci infonde energia ed adrenalina e conquista praticamente subito? A me sinceramente non interessa, perché quando la musica che ascolto mi comunica qualcosa, si fa ascoltare gradevolmente, potrà anche non essere originale o potrà anche essere stata già sentita altre volte, ma mi piace e tanto basta! “Blood leads to glory” è il titolo di questo album, composto da 10 pezzi + la solita inutile intro (“Sanguis ad gloriam”), secondo della carriera di questa band francese, dopo il debut intitolato “Of rage and war” del 2011, a me purtroppo sconosciuto. I pezzi di questo album sono tutti estremamente tirati e veloci (il batterista Felix Börner è una macchina!), fatta eccezione per le sole cadenzate “Temple of the sun” e “Where angels dare to die”, con la chitarra di Michael Hellström ad erigere muri di riff ed assoli piacevoli, ben sostenuta dal basso di Will Duclot (new-entry in formazione) che non si limita ad un ruolo da comprimario, ma è spesso protagonista. Forse al sound degli Elvenstorm servirebbe una seconda chitarra per aumentare l’impatto, anche se c’è da dire che il lavoro di mastering da parte di quella vecchia volpe di Piet Sielck (10 minuti di vergogna per chi non conosce questo mostro sacro del metal mondiale!) è come sempre eccellente e non fa sentire più di tanto la mancanza di un partner per il validissimo Michael Hellström. Ho solo l’imbarazzo della scelta per indicare i miei brani preferiti, da “Mistress from hell” (in cui c'è la splendida Marta Gabriel dei Crystal Viper), a “Reign in glory”, passando per “Black hordes” e “Ruler of the night”; è comunque tutto l’album a convincere e conquistare. Se, insomma, sentite tremendamente la nostalgia, come il sottoscritto, per i Running Wild degli anni ’80 e ’90, direi che questo “Blood leads to glory” dei francesi Elvenstorm può essere un ottimo surrogato! Se, invece, cercate originalità a tutti i costi, sarà meglio dirigersi altrove.

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