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HALBERD, thrashers alla ricerca della giusta direzione. HALBERD, thrashers alla ricerca della giusta direzione. Hot

HALBERD, thrashers alla ricerca della giusta direzione.

recensioni

gruppo
titolo
Ruthless Game
etichetta
Metal Scrap Records
Anno

TRACKLIST:

1.Intro

2.Wicked Patterns 

3.Army of Reproachers 

4.Ruthless Game 

5.The Time of Temptation

Line Up:

Dmitriy Zubov (Bass)

Albert Chizhov (Drums)

Vladimir Govorukhin (Guitars)

Roman Bobrov (Vocals)

Denis Ivanov (Guitars) 

opinioni autore

 
HALBERD, thrashers alla ricerca della giusta direzione. 2014-05-08 19:00:22 Pietro La Barbera
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Pietro La Barbera    08 Mag, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Prima pubblicazione ufficiale per i russi Halberd, formazione di San Pietroburgo fondata nel 2012 e dedita al Thrash Metal old school. L'Ep "Ruthless Game" evidenzia tutto lo spettro delle influenze del quintetto, facendo riecheggiare i Metallica nei poderosi tempi medi, per poi evolversi in strutture tipicamente Slayeriane nelle composizioni più oltranziste, irrorando infine la propria proposta con la lezione dei Kreator più sperimentali. La produzione risulta fin troppo sbilanciata in favore della sezione ritmica, ma risalta una buona capacità compositiva che, deve solo trovare una direzione stilistica ben precisa. Le cinque tracce dell'Ep sono comunque godibili, specie nelle soluzioni più telluriche, con la conclusiva "The Time of Temptation" a risultare come composizione più riuscita del lotto, grazie ad un ottima interazione tra le due chitarre ed una struttura molto articolata, capace di legare efficacemente il dinamismo tipico dei Megadeth e l'aggressività degli Slayer. L'introduzione strumentale e la successiva "Wicked Patterns", viaggiano poderose e compatte, arricchite da buoni assoli intrisi di melodia. "Army of Reproachers" risulta meno convincente, con un approccio modernista ed una struttura complessivamente statica; meglio la tellurica title-track, capace di mettere in risalto tutta l'influenza dei Kreator, con il singer Roman Bobrov ad inseguire il tipico registro vocale di Mille Petrozza. In conclusione, la mia impressione è quella di una band che, offre il meglio nelle soluzioni più aggressive risultando anche più credibile; molto valido il lavoro delle chitarre, buono il supporto ritmico, convince meno il cantante, il quale sembra privo della giusta personalità ed alla ricerca di un registro vocale più definito. Le basi ci sono, li attendiamo con il primo full-lenght.

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